martedì, 27 febbraio 2007

Lilli, o dell'amicizia.
Un fine settimana speciale, quello appena trascorso. Esso è stato all’insegna dell’amicizia, della condivisione, dell’azzeramento di distanze che a volte creano lontananze, e talvolta, invece, sembrano essere dettagli irrisori. Come in questo caso! Dopo un breve viaggio in treno di appena sei ore e mezza, che mi ha reso manifesto il sacrosanto motivo per cui trenitalia intende aumentare le tariffe, dopo tale odissea –dicevo- quando scoccava il doppio rintocco della notte dal campanile di Giotto, sono sbarcato sull’amato tósco suolo. Dove, con encomiabile pazienza, mi attendeva Paramuricea in compagnia di due pizze da asporto, le quali nel frattempo avevano cominciato a vivere di vita propria e conversavano con la suddetta sui più disparati temi. In orario tipicamente ispanico, verso le due e mezza del mattino, ha dunque avuto luogo la…cena. Il giorno successivo, con il fiammante SUV di Para, si è partiti alla volta del Nord estremo….Alea iacta est! Si varca la linea…di Pavia. Obiettivo: casa di Wilcoyote. L’atteso incontro è avvenuto in una romantica piazzola di sosta presso il casello di Voghera! (Nel frattempo, avvicinandoci alla cittadina lombarda, si erano avvistati alcuni esemplari delle famose “casalinghe di Voghera”, appunto). E’ strano, perché, pur non essendoci mai visti prima di persona, avevo come l’impressione di conoscerlo da chissà quanto tempo. L’emozione dell’incontro è stata grande, il volto di un amico prendeva forma di fronte a me, con la chiara luminosità delle cose belle della vita (tipo l’amaro Lucano e altre storie…). La sua è stata l’ospitalità tipica di chi ti fa sentire a casa propria, annullando ogni distanza tra ospite e ospitante. Insieme a lui, a casa c’era la bellissima gatta Lilli, di cui mi sono ben presto follemente invaghito! Dopo il pranzo, cucinato dalle abili mani della “tuosca” -neologismo per: cuoca toscana-, Wil ci ha deliziato strimpellando alcuni dei suoi innumeri strumenti musicali (chitarra, dobro, mandolino, etc.), accennando anche qualche nota della hit “Suzie Q”, che sarà prossimamente eseguita da lui&Martina nella imminente tournée. Nell’ora che volge ‘l desio ai navicanti e intenerisce il core, presso il bar BonBon (“cicci scus”, un po’ nascosto), ecco un altro volto manifestarsi per la gioia dei viaggianti Albion&Para. Previa promessa dell’acquisto di un nuovo gioco, non in versione demo, per il pargolo, altrimenti e giustamente detto Filosofo, e pena la preparazione di una delle sue famose torte, si è potuta aggiungere a noi, tralasciando per un po’ le sue incombenze familiari, l’amica Riuriuchiu: esplosione di vitalità, cultura e affabilità! Dopo aver tentato di tradurre stralci di saggezza commerciale pavese, e avere appreso delle sue ignoranze in tema di centri estetici e manicure alla francese (ignoranze delle quali non ha motivo, comunque, di dolersi), ci si è concentrati sulle possibili iniziative legate alla promozione dell’attività musico-canora dei suddetti Wil&Martina. Tra le quali posso solo ricordare: la produzione di un cortometraggio ritraente un live dei due, girato da Riu, la produzione di un apposito jingle in lingua dell’oltrepò, la commercializzazione di gadget e accessori in rovere (tipo randelli e affini), legati al mondo old-time. L’affascinante e nebbioso ponte di Pavia, con atmosfere simil-potteriane e propositi suicidi di Para a causa delle vertigini, ci ha introdotti al passeggio per il centro della città, con pellegrinaggio ai luoghi degli studi universitari di Wil, e sosta in preghiera presso il bar dello Svizzero (cfr. post relativo), nonché cena. La serata si è conclusa con un concerto soft, a base di arpe, liuti, cetre e coro di voci bianche in un locale del centro. Lì si è materializzata, potterianamente, la più volte citata Martina (coraggio, Oldtime, aspettiamo la tua voce!). La notte si è prospettata l’ipotesi di una causa legale tra Albion e Para per decidere chi dovesse giacere con Lilli, poi ha prevalso il buon senso, ovvero Albion! E così la gatta, felice e soddisfatta, ha potuto –caso unico in natura, a quanto ne so- profittare delle coccole di un…volatile!
Questi erano i bloggher presenti in quest’affollato fine settimana, ma vi assicuro che tutti voi altri, citati nei link e non solo, siete stati presenti, nominati, evocati…
Non posso esprimere adeguatamente con parole la gioia, il calore, la gratitudine per questi incontri preziosi. Saranno le nostre storie reciproche, magicamente intrecciate, a tessere le fila del racconto più bello: la vita condivisa.
Queste righe sono dedicate all’unico dei partecipanti che non potrà mai leggerle: la gatta Lilli.
albatros900
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temi : vita, amicizia

venerdì, 23 febbraio 2007

Levia gravia.

Giorni fa ho letto su un quotidiano la seguente notizia: "Uma Thurman si sente trascurata dagli uomini". L'articolo riportava frasi estratte da un'intervista della Divina (!) a qualche radio o giornale, tra cui mi è rimasta impressa questa: "Gli uomini si interessano a me piuttosto raramente, e quando avviene, di solito sono quelli sbagliati". Ora, passi per la seconda constatazione, che può coinvolgere, in fondo, ognuno o molti di noi: càpita di interessare alle persone "sbagliate" (sottolineo le virgolette). Ma quella sconvolgente è la prima dichiarazione. A fronte della quale, mi sorgono spontanee due domande esistenziali:

1. Che uomini frequenta Uma Thurman?

2. DOVE ABITA UMA THURMAN??!!

albatros900
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mercoledì, 21 febbraio 2007

"Buonanotte, buonanotte amore mio,
buonanotte tra il telefono e il cielo.
Ti ringrazio per avermi stupito,
per avermi giurato che è vero.
Il granturco nei campi è maturo
ed ho tanto bisogno di te,
la coperta è gelata, l'estate è finita.
Buonanotte questa notte è per te.
Buonanotte, buonanotte fiorellino,
buonanotte fra le stelle e la stanza,
per sognarti, devo averti vicino,
e vicino non è ancora abbastanza.
Ora un raggio di sole si è fermato
proprio sopra il mio biglietto scaduto.
Tra i tuoi fiocchi di neve, le tue foglie di tè.
Buonanotte, questa notte è per te.
Buonanotte, buonanotte monetina,
buonanotte tra il mare e la pioggia,
la tristezza passerà domattina
e l'anello resterà sulla spiaggia,
gli uccellini nel vento non si fanno mai male,
hanno ali più grandi di me
e dall'alba al tramonto sono soli nel sole.
Buonanotte questa notte è per te".

Alla memoria di mia nonna. 21.2.1992.

Ciò che siamo, è ciò che siamo stati.

Hans.

albatros900
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temi : ricordi, vita

giovedì, 15 febbraio 2007

inquieto

...рябь мыслей нелегкая...

albatros900
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temi : mare

mercoledì, 14 febbraio 2007

Divertissement.
Riprendo un mio preistorico post per offrirvi un esperimento di cui spiegherò le mosse più sotto.
1. “Ciò ke ò sempre amato d Paperino è il fatto ke riesce a trasportarmi in 1realtà parallela dove ogni scontro sembra appianarsi, o nn esistere x nnt, dove cè 1senso d relax così difficile da provare nella vita reale. A volte cè bisogno d1amaca, 1bibita, 1buon libro, 1albero sotto cui stare e nn fare nnt. Forse leggere o parlare cn qc1, ma anke semplicemente nn fare nnt! Il suo mondo è troppo figo, serenamente malinconico a volte (come me). Lui nn molla mai, ma nn è 1vincente; nn vince quasi mai, ma nn è 1perdente; nn è rikko, ma si può rosicare d nn essere cm lui; nn ne azzecca mai una, ma…se penso a 1possibile immagine della felicità, Paperino potrebbe rappresentarla” (lunatika91).
2. “Quello che metaforicamente mi rende empatica l’immagine simbolico-visiva di Paperino, risiede nell’evenienza che esso possiede la capacità intrinseca di trasferire il mio ego in una realtà parallela (altrimenti, e volgarmente, definibile quale “contingenza”), epperò significante, all’interno della quale regna uno stato cenestetico che annulla ogni contrasto del presente reale. Le dinamiche semantico-prossemiche dello svolgersi contingenziale, già prescrittivamente richiamate appena sopra, producono nell’essere umano una necessità periodica di raggiungere quello stato che il Paperino, appunto, è in grado di procurarmi, e il cui mancato raggiungimento, come facilmente verificabile empiricamente da ognuno, proietta il proprio fascio percettivo razionale in un’introiezione di carattere allucinatorio-depressivo. Il suo mondo è estetico, serenamente chiaroscurale a volte. Egli non demorde mai, eppure non rientra nella sfera dei soggetti autoreferenziali, o altresì anòdini; non possiede l’istintualità belluina della vittoria, ma non per questo è un perdente, così come non dispone delle risorse immediate al fine di intervenire in eventuali acquisti, eppure sarebbe ontologicamente scorretto (e deviante) contrassegnarlo con la cifra semantica del “povero” e in tale categoria annoverarlo. Se dovessi, con un’operazione allusivamente metaforica della percezione cerebral-sensoriale, provare a classificare in un ristretto spettro di possibilità contingenti, la figura della felicità, essa, con rilevante probabilità, sarebbe certamente ascritta a Paperino” (Hermes).
3. “Ciò che ho sempremai amato dei fumetti di Paperino, si è nel fatto che riescano a trasportarmi, con lieve movenza dell’animo intento, in una sorta di realtà parallela, dove ogni più virulento contrasto pare appianarsi come l’onde dall’esaurita corrente, dove troneggia immobile e fiero un senso di quiete, così arduo da giungere nella vita reale. Si sente, talvolta, l’irrefrenabile desìo di un triclinio, di una bibita o un desco leggero, un buon libro, un albero ombroso sotto cui posare le membra, e non fare nulla. Il mondo di Paperino è ammaliante, inebriante come il canto delle cicale in un campo, tinto di oro agostano, malinconico talora come il passeggiare silente per vie solitarie e remote. Egli non mai s’arrende, non mai s’acquieta, eppur mai che possa dirsi sconfitto davvero, né tale nomarlo vorrei. Se nel pensier mi fingo un’imagine della terrena ed efimera letizia, ecco allor che si delinea la sua empatica figura” (VersusInVerso).
4. “Si cè ‘na cosa che me piasce dei fumetti de Paperino è er fatto che me riescheno a trasportà in una specie de reartà parallela, dove nun se litiga, nun se ciancica a vanvera, dove li cristiani nun s’anguilleno peè ffà i furbi e fregatte appena che te metti a novanta gradi. E dio sa quanto ce vole ‘na cosa der genere ar monno d’oggi. A vorte ce sarebbe bbisogno de sdraiasse su ‘na sdraia, cor ponentino, a guardà i fringuelli che canteno, a beve ‘na bira ghiacciata, ascoltasse ‘a partita da Maggggica. Oppure nun fa ‘n c***o! Er monno de Paperino è gajardo, forse ‘n po’ tristo alle vorte, come me pija a me nei giorni strambi. Lui nun molla mai, ma nun è mica ‘n vincente; nun vince nemmanco, ma nun è ‘n perdente; nun je dice mai bene ‘na vorta, ma nun è ‘no sfigato. In sincerità vo’ da dillo: sippenso a n’immaggine daa felicità, me vié ‘n mente solo allui, ne sto monno ‘nfame!” (Achille54).
Chiunque abbia praticato il teatro, avrà certamente riconosciuto il riferimento a un libro geniale e semplice al tempo stesso: Esercizi di stile di R. Queneau. (Per tutti gli altri:) partendo da una storiella brevissima e banale, l’Autore costruisce decine di immagini, variando ogni volta il registro stilistico del personaggio di volta in volta parlante. Io ho fatto una cosa del genere, riadattandola al mondo di Splinder, ovvero arrischiando dei nickname di fantasia, che potessero associarsi all’ipotetico parlante.
Hasta la vista!
albatros900
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lunedì, 05 febbraio 2007

She, rainbow eyes.
Lei, di arcobaleno i suoi occhi
Il suo incedere calmo, senza strappi
La pelle del suo viso distesa,
appena increspata da un lieve pensiero.
Che riesce, però, a dominare
rendendolo quieto.
Come questo momento,
al pari di molti,
fugace.
albatros900
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temi : poesia

giovedì, 01 febbraio 2007

Febbraio.
E di febbrai' vi dono bella caccia
di cervi, cavrioli e di cinghiari,
corte gonnelle con grossi calzari,
e compagnia che vi diletti e piaccia;

can da guinzagli e segugi da traccia,
e le borse fornite di danari,
ad onta degli scarsi e degli avari,
che di questo vi dán briga ed impaccia;

e la sera tornar co' vostri fanti
carcati de la molta salvaggina,
avendo gioia ed allegrezza e canti;

far trar del vino e fumar la cucina,
e fin al primo sonno star razzanti:
e po' posare 'nfin a la mattina.
(Folgóre da San Gimignano,
inizio XIV secolo)
febbraio
albatros900
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temi : poesia, medioevo