lunedì, 30 aprile 2007

J'aime...
L’abbraccio energico di una persona cara. Un temporale in campagna. Il canto dei grilli, o delle cicale. Il metrò di Parigi, e quello che vi si trova sopra. La finestra di un antico maniero al crepuscolo. Una fabbrica abbandonata. Il fruscio della pellicola di un vecchio film in b/n. La notte. Segnare una tripletta in una partita in cui gioco solo un quarto d’ora. Gli occhi azzurri. Il profumo di una donna. Una bevuta con amici, seduti a un tavolino, fingendo che la vita è tutta lì. Un casale in mezzo a un campo. Le lucciole (gli insetti). Un libro che divoro e al tempo stesso vorrei non finisse mai. Ascoltare la musica ad alto volume in macchina. Dormire dopo aver fatto colazione la domenica. Una donna che prende l’autobus da sola di notte.
[post ispirato dall'amica Nautikè. Segue...]
albatros900
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martedì, 24 aprile 2007

Straniero di questa ora presente.

Tra i mille desideri, tra i mille sogni che abitano la mia anima, adesso ho quello di potermi trovare in un posto più o meno così:

un prato in Toscana

albatros900
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temi : vita, emozioni

sabato, 21 aprile 2007

In picchiata all'alba.
(Tutto questo trova motivo nella follia che ormai ci possiede e che noi amiamo! Parafrasando il Poeta: Omnia vincit Insania et nos cedamus Insaniae)
Ale [ispirata]: era un’alba luminos…
Alb [affacciandosi alla finestra]: no, guarda che alba(tros) è maschile, non femminile
Ale [sdegnata]: parlavo dell’alba meteorologica, insensibile!
Alb [adirandosi]: ehi, insensibile a chi?
Ale [sdegnatissima]: a te, incapace di intendere la poesia
Alb: qui se qualcunA è insensibile sei tu. Stavi dicendo “era un’alba..”
Ale [rilassandosi]: ecco, sì, vedo che hai capito. Dicevo “era un’alba…”
Alb [stizzito]: appunto! È l’alba, SI DORME! Ma ti pare che uno si mette a declamare versi a quest’ora?
Ale [fumante d’ira]: zitto, diavolo di un pennuto! Sto scrivendo dei versi per una persona..
Alb [fumante e basta]: e chissenefrega, io voglio dormire!
Ale [in cura(nte)]: “era un’alba luminosa / quando i miei occhi / ti videro così assopito / nei sogni variegati / striati di bianco e di blu / quando il cuore batteva”….ehi, ma che casp….ahi ahi ahi [nel frattempo, sceso in strada, Albion comincia a colpire con furia pennuta l’imprudente Aleversificadeclamatrice, servendosi di un randello di rovere pavese]…a questo punto il post diventa:

PICCHIATA ALL’ALBA!

albatros900
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sabato, 21 aprile 2007

XXI Aprile.

Non si possono più riconoscere

i monumenti dell'epoca trascorsa,

immensi spalti ha consunto il tempo vorace.

Restano solo tracce fra crolli e rovine di muri,

giacciono sepolti i tetti in vasti ruderi.

Non indignamoci che i corpi mortali si disgreghino:

ecco che possono anche le città morire.

Rutilius Claudius Namatianus, De reditu

Urbs uno

Alla mia amata città. 

albatros900
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temi : vita, arte

giovedì, 19 aprile 2007

estote PARAti!
Questo è un comunicato ufficiale del PRC (Partito del Randello Clavato), organo ludico-sociale il cui Presidente onorario è Wilcoyote e il Segretario Albion.
A tutti i cittadini, a tutti i bloggers, a tutti i passanti, a tutti i passati, a tutti gli imperfetti, a tutti i futuri (anche quelli anteriori), chiunque insomma avesse notizie utili per il ritrovamento di Paramuricea è pregato di contattare il suddetto Albion, onde fornire le informazioni all’uopo (se è ora di pranzo, anche all’uovo).
Qui di seguito si elencano alcuni dei tentativi fatti per ritrovarla, tutti a tutt’oggi rivelatisi vani, veni, vidi, vici, vacui, vuoti:
  1. invio di piccione viaggiatore, ritornato alla base misteriosamente cadavere;
  2. ambasceria inviata nelle persone di Ajax&Crudy: la Para non ha concesso udienza, adducendo come giustificazione il fatto che stava preparandosi per una maratona;
  3. invito-trappola del Teatro del Sale, che ha finto di voler allestire un spettacolo in cui la Para, protagonista, avrebbe avuto come “spalle” gli attori Pino Scaccia, Umberto Orsini, Pino Micol, Gabriele Lavia&Monica Guerritore;
  4. cartolina di Liam Gallagher in cui il cantante invitava la tosca ad un week end in Versilia: la stessa era fuori per una maratona;
  5. invito del sindaco di New York per correre l’omonima Maratona;
  6. Wil che agitava minaccioso un randello, aggirandosi per le vie del centro di Firenze;
  7. Albion che declamava versi di sua composizione mentre saliva l’erta di San Miniato, novello Alighiero.
Molti altri segni fece Albion in assenza della Para, ma non sono stati scritti in questo blog. Questi sono stati scritti, perché crediate che l’assenza gorgonia pesa, e perché, credendolo, possiate aiutarlo a ritrovarla.
albatros900
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temi : amicizia

mercoledì, 18 aprile 2007

Renovatio.
Scrivi il tuo nome
su qualcosa che vale,
mostra a te stesso
che non sei un vegetale
e per provare
che si può cambiare
sposta il confine
di ciò che è normale
.
Bella giornata è questa qua
l'aria più fresca ti esalta già
il momento migliore per cominciare
un'altra vita un altro stile.
Profondo o leggero
quando c'è giusto è bello
usa le gambe
utilizza il cervello
con l'entusiasmo
o con l'istinto
fai un passo fuori
del tuo recinto
.
Bella giornata è questa qua
l'aria più fresca ti esalta già
il momento migliore per cominciare
un'altra vita un altro stile.
Lucio Battisti, 1982.
albatros900
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temi : vita

martedì, 17 aprile 2007

Il problema di alcuni cristiani è che spesso prendono troppo sul serio se stessi, e troppo poco sul serio Gesù, il Nazareno.

albatros900
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venerdì, 13 aprile 2007

Dopo la mezzanotte!

a Profemate!

unità

L'immaginazione non conosce né inizio né fine, ma vive con gioia le proprie stagioni,  scompaginandone l'ordine a piacere.

(W.C.Williams)

albatros900
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temi : amicizia

giovedì, 12 aprile 2007

Fiorenza parte 3.
[segue da qui e da qua]
San Pietro: “…e dunque, don Albion, siete arrivato qui anzitempo…”.
Albion: “…ricordo immagini cinematografiche…poi la notte…poi un grande boato…e una luce, fortissima. Ma sarà bene, Pedro, che io vi racconti delle ultime tosche ore. Al mattino sveglia aurorale, verso le 10, per partecipare al rito delle Palme. (In realtà bisognerebbe chiamarla la “Domenica degli Ulivi” ormai). Sul sagrato, delle suorine in divisa militare distribuiscono rametti di ulivo previa libera offerta di 5 euro detraibili dalle tasse, e incoraggiano amorevolmente i fedeli a prendere posto in chiesa “Schnell! Mach schnell!”. Il celebrante pareva avesse una certa fretta. Sia Albion che Para hanno avuto questa impressione. Intanto Aiace e Crudelia tardavano il loro arrivo: il prode ellenico temeva di svenire al racconto della Passione. Il sospetto è che perfino nel lungo racconto dell’Ultimo Venerdì, abbiano saltato qualche passaggio, così tanto per accorciare. Forse hanno saltato il processo (lo fanno per Previti, non possono farlo per il Figlio di Dio?); forse hanno tagliato il tradimento di Pietro (ops…mi scusi Pedro! [occhiataccia di San Pietro ad Albion: “certi particolari, figliolo carissimo, cerchiamo di sorvolarli eh”]); forse hanno lasciato andare per la sua strada il Cireneo. Data la fretta, anche l’Omelia è stata improntata ad uno stile di velocità futurista. Grosso modo così: “Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti nel nome del Signore in attesa del pranz…ehm…della Pasqua. Vi ricordo il programma della settimana: Giovedì ultima cena (sigh), venerdì pesc…Passione e Via Crucis, sabato grande veglia danzante [ma porc…ma chi mi ha scritto gli appunti? Dannazione…], domenica esultiamo per il quarto posto della Fiorentina [ma domenica è Pasqua: non ci sono le partite! ‘azz…]…domenica festeggeremo la Resurrezione del Signore”. Dopo questa corposa spiegazione delle Sacre Letture, ci si avvia verso il termine della funzione, mentre scorgiamo in fondo alla chiesa Aiace con il volto rigato da copiose lacrime, e Crudelia che tenta di consolarlo vanamente. L’ultima giornata fiorentina prevede una gita a Vinci. Il paesello ha come principale fascino quello di aver dato i natali al Genio. Poco altro. Giunti su una piazzetta artisticamente disegnata, con pavimentazione in lavagna istoriata con disegni in filigrana d’acciaio o roba del genere, Albion comincia a saltellare qua e là, seguendo il percorso curvilineo del progettista. Aiace legge una targa posta su uno dei muri prospicienti la piazza: “Per il particolare pregio dell’opera artistica e la delicatezza degli inserti manufatti si invitano i visitatori a sostare con rispetto e circospezione, evitando di calpestare gli stessi”. Il prosieguo del giro rivela l’immancabile presenza leonardiana su ogni insegna di attività commerciale: si va dal più ovvio dei ristoranti, Leonardo, al bar Leo, dalla ferramenta Le chiavi di Leonardo al negozio di animali LeoPardo. I quattro decidono invece per un più appartato pranzo al Nicchio. Albion: “Mmmmhhh, spettacolari questi crostini. Incredibili!”. Aiace: “Ma non eri tu quello che odiava il fegato?”. Albion: “Non me lo nominare neanche, mi vengono i brividi solo a pensarci”. Aiace beffardo: “Hai appena mangiato un pasticcio di fegato su crostino”. Ah. Il pomeriggio prosegue con momenti thriller dovuti allo smarrimento del bancomat paramuriceo (per chi lo avesse trovato, il PIN è 123xyz), e corsa forsennata per raggiungere in tempo il treno per Roma. Pochi minuti prima della partenza, mentre il fiammante SUV di Para si lancia in folle corsa sul lungarno, arrivati ormai alla mèta, la macchina davanti a noi si arresta, bloccando la strada! Un uomo dal viso orientale scende e ci guarda con aria contrita, facendo spallucce. Ma porc… fortunatamente sul vagone non c’è traccia di manager milanèsi o tipi da spiaggia. Accanto ad Aiace siede, però, un tizio inquietante che sfoglia un libro dal titolo “Gesù è il miglior amico dell’uomo”. Albion sospetta che dietro l’apparente bonarietà del titolo, si nasconda in realtà una verace bestemmia. Ma questa è la Domenica delle Palme, Pedro”.
Kiss, Bang!
commedia tosco-futurista in tre scene
DRAMATIS PERSONAE
Albion l’ilare pennuto
Para poliglotta subbaqqua
Aiace ellenico aikidoka
Crudelia la mite sanguinaria
Mario il ristoratore
Gradisca la signorina dell’Eurostar
Un manager milanèse
Un fiammante SUV
Pietro santo
comparse poi scomparse
piccioni
passanti
coro di rametti d’ulivo.
albatros900
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temi : vita, amicizia

giovedì, 12 aprile 2007

Entreacto.

Siento

que arde en mis venas

sangre,

llama roja que va cociendo

mis pasiones en mi corazòn.

Mujeres, derramad agua,

por favor;

cuando todo se quema,

solo las pavesas vuelan

al viento.

Federico Garcia Lorca, 1921.

albatros900
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temi : poesia

martedì, 10 aprile 2007

L'undici Aprile.
E’ passato un anno dal prologo che segnò la nascita di Albatros900. Quando iniziò questo cammino, non sapevo dove mi avrebbe portato. Come spesso avviene, la vita mi ha sorpreso fortemente. Pian piano queste pagine sono diventate delle care compagne di viaggio. In occasione di questo primo anno di vita, voglio ringraziare voi tutti che siete passati di qua lasciando le vostre tracce – o anche passando segretamente. Senza di voi non avrebbe senso questo blog, così come rischia di essere lettera morta la parola che nessuno ascolta, che nessuno legge. Il regalo più inaspettato e bello sono i legami nati a partire da queste pagine. Per questo: GRAZIE, miei amati ventiquattro lettori. E compagni di volo!
Dedico questo post a “Gastone”, per l’amicizia nata tra i tavoli di una biblioteca. Senza le sue preziose indicazioni e il suo impulso iniziale, questo blog non sarebbe mai nato.
“E dentro i cuori, trepidi di sogni,
spunta una fede in noi, che, senza altari,
segretamente opera prodigi”
(Rainer Maria Rilke)
albatros900
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temi : vita, amicizia

giovedì, 05 aprile 2007

Kiss, bang! Fiorenza parte 2.
“Quando l’Aurora dalle dita di rosa imparte i suoi colori al giorno che nasce”, “mentre il suo cuore dormiva”, “i suoi occhi precedono la veglia”, Albion nel silenzio del mattino si desta e con fare circospetto e discreto sveglia Para per la sua incombenza automobilistica: deve andare a donare il sangu…ehm…146 euro per riavere indietro il suo fiammante SUV. Inizialmente restìa ad alzarsi, dopo aver sentito le urla degli americani che occupano le stanze limitrofe nella casa, decide che è meglio uscire. Albion, intanto, attende fiducioso. Nel frattempo, Aiace e Crudelia consumano due paia di scarpe girando per il centro città nell’attesa dei compagni di gita. Quando infine, al chiarore dell’alba, verso le 11,30, ci si ritrova per la colazione, Aiace novello Gorgone fulmina Albion per il suo evidente ritardo, mentre Crudelia manifesta adesso la sua vera sotterranea natura di donna mite e caritatevole, difendendo il prode pennuto. Si va al Teatro del Sale. Splendido luogo, stile un po’ inglese, dove Para è solita colazionare nei giorni di riposo dal lavoro. Noi tre dobbiamo fare la tessera, che costa 5,00 per i non residenti…”Allora –dice la tipa dell’ingresso- sono dieci euro”. “Come, scusa –fa Aiace- ma non è 5 per i non residenti?”. “No, per i non residenti italiani sono 10 (+5 per il fiero pasto)”. Rimpiangiamo che non ci sia un leghista al bancone, sicuramente disposto a considerare tre romani degli stranieri a tutti gli effetti! La colazione e il luogo valgono comunque la spesa. Aiace, osservando Albion aggirarsi preoccupato tra i tavoli del buffet, e sicuro di una sicura (assonanza) gaffe, medita di tendergli un agguato. Indica, infatti, il contenitore dell’acqua calda per il tè laddove Albion cercava il latte. Lesto come un koala, però, il pennuto fiuta la trappola e si dirige deciso verso la giusta caraffa. Recuperata la sua testa dispersa tra le nuvole, Albion e i suoi compagni rendono onore al Teatro, dove tra l’altro Para medita di portare in scena una riduzione della Commedia di Dante con un unico monologo di quattro ore: ciò le darebbe la tessera vitalizia. Aiace rischia l’arresto per un tentativo di fotografare l’interno del Teatro, senza che Para sia ancora sul palco. La mattinata prosegue con un lungo giro per il Centro, lungo l’Arno, fino alla chiesa di San Miniato al Monte. L’arrivo alla ridente abbazia, costato un fegato, un rene, un polmone e due bombole di ossigeno per la respirazione artificiale, offre un panorama mozzafiato (è proprio il caso di dire) sulla tosca città. C’è anche un piccolo cimiterino, dove “riposano” alcuni famosi italiani, tra cui Pratolini e Spadolini. L’omoteleuto crea un equivoco tra Albion -sul terrazzo che si affaccia sul camposanto- ed Aiace che si trova all’interno. Aiace: “qui c’è la tomba di ….olini”. Albion: “ah, Pratolini…fai una foto dai”. Quando Albion scende, scopre che il guerriero ellenico aveva fotografato la tomba di [Spad]olini…’azz, ma che me frega della tomba di S., io volevo quella di Pratolini. Per cavarsi d’impaccio, Crudelia propone di immortalare la lapide di Cecchi Gori. Requiescant in pace. Il pranzo è davvero degno di memoria, per la qualità dei piatti e per l’economicità della spesa. Aiace approfitta per divorare sette etti di fiorentina (praticamente un neonato di tre mesi), sotto gli occhi allarmati di Crudelia, tornata per l’occasione “nomen-omen”. Al tavolo accanto al nostro, un simpaticone fiorentino sta dilapidando i suoi averi nel tentativo di rimorchiare almeno una di cinque biondine scandinave. Ciò gli costa nell’ordine: tre antipasti a testa, cinque fiorentine (nel senso della bistecca), cinque pasticci di caviale e tartufo di Acqualagna, tre bottiglie di Moet Chandon, due di Veuve Cliquot, due bancomat, una carta di credito e un paio di corde vocali. Ormai è pomeriggio inoltrato. Para propone una siesta. Albion la guarda inorridito. Si decide di andare a Fiesole, per ammirare l’omonima sera dannunziana. Effettivamente, il luogo merita una sosta prolungata. Crudelia, còlta da una rarissima forma di raptus photographicus nipponicus, scatta istantanee a ripetizione; Albion invia il suo saluto all’amico Wil, presente in spirito (Santo); Aiace prova nuove tecniche di aikido; Para spiega ad Albion i rudimenti della lingua inglese e spagnola; un micio osserva il tutto, sorridendo. I quattro eroi, dopo la faticosa giornata, si separano per la sera. Aiace, con abile stratagemma, fingendo di dover fare la spesa, rapisce Crudelia conducendola in un casolare isolato del Chianti. Quello che avvenne poi, “non posso dirlo per intero”. Albion e Para optano per un dvd, la cui scelta è affidata (ovviamente) alla donna. Date le ridottissime capacità neuroniche, si stabiliscono dei criteri discriminanti nella scelta, vòlti ad escludere: film della cinematografia orientale; film della durata superiore alle due ore; film horror, porno, documentari sulle condizioni di vita nel Maghreb, film con Hugh Grant. La scelta cade su “Kiss kiss bang bang”…ora, questa pellicola, che probabilmente non hanno mai visto neppure i parenti degli attori, non comporta dispendi neuronici rilevanti, bensì un notevole sforzo affinché “il dio non scuota sulle tempie il ramo bagnato nel Lete, carico del sonno potente dello Stige”. Impavidi, i due resistono fino al termine della proiezione. Ma nella notte, Albion si interroga se in quel titolo non si dovesse per caso nascondere un qualche messaggio profetico cifrato! Nella prossima puntata sapremo se il pennuto sia sopravvissuto.
(Le citazioni nascoste qua e là sono tratte da: Queneau, Dante, D’Annunzio, il Libro dei Salmi, De André, il Cantico dei Cantici, Virgilio. In ordine sparso).
albatros900
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martedì, 03 aprile 2007

Fiorenza. Prima parte.
“Mi sono informato c’è un treno che parte alle 7.40…”: devo averla già sentita questa…uhm…vabbè, comunque: il treno parte per l’appunto alle 7.40! Si prende posto ai posti (tautologia)…quello che viaggia nel senso di marcia sembra libero ma per poterlo arpionare bisogna aspettare che l’infernale congegno ferro-viario si metta in moto. 7h40’02’’: mi impossesso del posto lato finestrino. Rapido sguardo attorno Albion cerca l’acqua…ah, già devo averla portata…sì, l’ho portata sicuramente, è nella valigia. Sì, la bottiglietta è effettivamente nella borsa. E’ vuota! ‘azz… sorriso di scherno di Aiace e Crudelia (quest’ultima anche per dovere di nome). Una voce di donna suadente ci avvisa che siamo a bordo di un Eurostar: ma va? Pensavo di aver preso il vaporetto. Ma che sorprese, la vita eh?! La voce dice pressappoco: “Signori Viaggiatori, vi do il benvenuto a bordo del treno Eurostar [sospiro di piacere], vi auguro un felice soggiorno (soggiorno? Ma se scendo tra un’ora e mezza), vi ricordo che sono a vostra COMPLETA disposizione [altro sospiro], per ogni vostro desiderio, lecito e illecito, potete trovarmi nella mia cabina in testa al treno [gemito], mi sto già eccitand …” no, questo non deve averlo detto, credo. Un tipo fa avanti e indietro per il corridoio parlando al cellulare, finché, ahimé, si siede in un posto accanto ai nostri. Allora, descrizione del tipo. Milanese…ma non milanese qualunque, no. Proprio il milanèse da macchietta. Sole24ore in mano. Cellulare ad alte prestazioni con incorporati: pc portatile, agenda, calendario dell’Avvento, moka da due tazzine, televisore LCD, valigetta 24ore, bancomat e bambola gonfiabile per le notti solitarie in albergo. Nei due posti vicini a lui siedono due malcapitati (è proprio il caso di dire), che suppongo proseguano il viaggio fino alla Milano da bere. Meglio sarebbe dire Milano da bare, poiché i due anziani signori arriveranno a destinazione in avanzato stato di saponificazione dopo essere stati costretti all’ascolto dei deliri finanziari del milanese. “Io, guardi, ho lasciato metà patrimonio a mia moglie, così ci campa la figlia, tanto a me dei soldi non me ne frega un cazzo. Mi godo la vita, che è una sola (accento grave sulla o) e va bene così”. Facendo un passo escatologico in avanti, scopriremo che per la legge del contrappasso si ritroverà, dopo la dipartita, in India dove un Mahatma gli rivelerà che quella appena trascorsa è solo una delle sue duemilaquattrocentocinquasette vite che gli sono state destinate del Bodhisattva! Il suo discorso prosegue poi su altri affari di finanza estrema, mentre i suoi due ascoltatori (sarebbe eccessivo definirli “interlocutori”) ciondolano il capo, non per assentire, ma come segno di prossimo svenimento. Intanto Crudelia, sempre per fare onore al suo nome, li scruta con un sorriso accennato sulle labbra. Pochi minuti prima di Firenze, ci alziamo avviandoci verso l’uscita del vagone soprattutto per liberarci di quel diluvio meneghino di stron…te. Ma come insegna il mythos del tiranno Dionigi, quando ti vuoi liberare di un male, non sai mai se andrai incontro ad uno peggiore. Infatti, nel piccolo spazio antistante la porta si para di fronte a noi uno spettacolo esilarante. Un macho campano esibisce il campionario del perfetto rimorchio “da spiaggia” ai danni di una tipa superfashion di quelle che tendono ad esaltare le facoltà olfattive dei maschi che hanno davanti. Lui cerca di convincerla a scendere non so dove, lei fa la finta ritrosa, finché non le squilla il cellulare (fashion anch’esso, naturalmente: dev’essere un Nokia-pink-quanto-so’-figa5511). (All’amica:) “E’ Giuliano! E mo’ che faccio?”. “Ohi! Amore! Che fai? Io son qui sul treno con Santuzza, ho conosciuto un ragazzo simpaticissimo di Aversa” e via smorfiando -sia lei, che il fidanzato suppongo. Fortunatamente, prima che Aiace venga colto da spasmi e acne isterica, l’infernale macchina s’arresta al binario. Para, con la consueta allegria e gentilezza, ci informa che i vigili urbani fiorentini hanno pensato di offrirci un giro della città a piedi, avendo avuto l’accortezza di portar via il suo fiammante SUV. La sorte, però, sorride benigna mentre ceniamo al ristorante preferito di Para dove Albion tenta di rovesciare sul tavolo dei commensali un gigantesco vaso con esotici fiori in bella mostra. Il tentativo fallisce. Ma l’allegria non manca! La strada che separa l’albergo di Aiace&Crudelia dalla casa di Para –detta anche la dimora di Narnia- consta di qualche chilometro. Che Albion affronta speditamente, mentre la donzella, poco avvezza allo sport, arranca. Sono ormai quasi le due del mattino, la giornata è stata molto faticosa, ancor prima di partire, ma Albion non può rinunciare a fare due chiacchiere…Quando Para, in posa da gàlata morente, comincia a incidersi le vene longitudinalmente, Albion sospetta che forse sia il caso di dormire. E le tenebre piombano sulla prima tosca giornata.
albatros900
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