lunedì, 30 luglio 2007

Albion in volo...

Cari amici,

il vostro Albion sarà assente per qualche giorno da queste pagine.

Vi augura ottimi giorni, ognuno secondo i propri desideri!

Vi ritroverò qui, al mio/nostro ritorno, con il consueto piacere di stare assieme.

Ad maiora semper!

frescura

(Apprendo ora della morte del grandissimo Ingmar Bergman, uno dei miei registi preferiti. Al ritorno, post dedicato a lui)
albatros900
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venerdì, 27 luglio 2007

25.7.07: Grazie!
Quello che è avvenuto su Splinder il 25 luglio scorso in mio onore, resterà scolpito per sempre nel mio cuore. Questo post vuole esprimere il mio grazie immenso per il calore e l’affetto che mi avete dimostrato. Spero che, al di là delle parole, sia la mia vita stessa e il mio legame con voi a dimostrarvi la mia gratitudine. Avete organizzato una festa bellissima, commovente, allegra, sorprendente –in senso letterale! Ognuno di voi ha colto un lato di me, qualcosa che io amo, qualcosa che mi fa sorridere e rallegrare. Questa è la cosa più meravigliosa, e dimostra come in realtà tra i blog può circolare anche quella esperienza ubriacante che va sotto il nome di: Amicizia. Grazie!
Alcuni amici bloggers hanno dedicato un vero e proprio post per l’occasione, con tutti i dettagli per farlo riuscire al meglio. Li nomino disordinatamente: AleBenfa, colei che senza dirmelo (come tutte le persone generose) ha messo in piedi tutta l’organizzazione –almeno credo!-; Kata, che ha composto dei bellissimi versi in rima per me; Juliette, che con una poesia altrui ha colto molto di me; Riu&Filosofo, che ha riadattato spassosamente una bella canzone dei Nomadi; Dama, che ha sintonizzato tutto sui giusti orari e sulle giuste corde emozionali!; MauraMetal, che nonostante le poche visite reciproche ha partecipato con la sua bellissima ironia; Queen, che ha espresso con la sua consueta classe il senso del nostro incontrarci; Lilith&Picatrix, che mi hanno ospitato su un blog nel quale amo molto addentrarmi, arcanamente (lei sa!); Scorpio, che ha partecipato con fratellone Tamarrazzo nonostante i suoi impegni di lavoro; SUM, che addirittura ha cambiato per un giorno il template in mio onore (e sulla scorta di questo lo invito anche a cambiare squadra, ma non solo per un giorno!); Abreast, che si è astenuto dai commenti per lasciare spazio agli auguri; Okkirossi, che ha ripercorso in parole sempre commoventi alcune tappe della nostra lunga amicizia; Vivy, che mi ha avvisato via sms dell’imminente festa (assieme a Dama) e ha organizzato, nel suo stile, feste e premi per tutti; Smilla, che sa incredibilmente cogliere ciò che mi emoziona visivamente (e non solo) e per non so quale arcano, ha scelto come colonna sonora una delle mie canzoni preferite dei Pink Floyd; Wil…perché è un amico insostituibile! E poi devo ringraziare tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri, senza post ma con messaggi: Anarcadia (che si è collegato all’uopo da fuori), Marghè (il suo post c’era comunque nel pensiero), Para (idem!), Profemate (idem!), Cosimo, Nabla, Stillife, Caronte, Struzzonero, Aiace&Crudy, Satine, Monicanta, Ladypink, Borbonico, Arsomnia, Magnolia, Frez, Nessuno, H4rlan, Bloodrayne, Crazydevil, Profmath, StazneTermini, Danis, Magicamela, Stella2682, SimonaC, Tendarossa, Ale7, Caracolita, Sheila, Enzas, Niobe, Bimbas, Slidina. (Se ho scordato qualcuno, me lo dica che lo aggiungo).
albatros900
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giovedì, 26 luglio 2007

imPARAndo a conoscersi...
Chiunque di noi ama il mare sa quante meraviglie si celino sotto la superficie dell’acqua, nelle profondità. In queste ultime, abita una particolare specie marina detta Paramuricea clavata. Io ho avuto la fortuna e il privilegio di poterla trovare non nelle profondità marine, ma su un blog prima, e nella vita quotidiana poi. Oggi, in occasione del suo compleanno, alla mia mente riaffiorano tutti i momenti condivisi in questi mesi di conoscenza… la musica ascoltata la notte davanti al mare, un cappuccino al tramonto, l’attesa a notte fonda alla stazione di Fiore, le chiacchiere e le letture, i viaggi, il SUV, gli amici, i piccioni, i letti, i tetti, la gatta di Wil (quella non l’abbiamo condivisa, perché lei voleva solo me), un film alle due del mattino, i pensieri, la vicinanza, il sostegno reciproco, conoscersi e prendersi per quello che si è. Mille altre cose…
Auguri, Para.
paramuricea
You fix me.
albatros900
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mercoledì, 25 luglio 2007

Venticinqueluglioduemilasette/parte due

Amici, cavolo, mi avete commosso! Davvero. La tristezza è non poter essere online proprio oggi, purtroppo non è colpa mia, riesco solo a lasciare per ora questo

GRAZIE IMMENSO

per il vostro affetto e la vostra cura verso di me.

Ho letto tutti i vostri post, senza poterli per ora commentare. Ma le vostre parole, i vostri disegni, i vostri gesti li tengo nel cuore.

Vi prego di non considerarmi scortese, davvero oggi mi è impossibile stare collegato.

Il mio cuore e le mie braccia vi abbracciano forte fortissimo.

Vostro fedele pennuto,

Albion

albatros900
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mercoledì, 25 luglio 2007

Venticinqueluglioduemilasette

Amici e amiche, io vi adoro! Purtroppo per cause di forza maggiore oggi non posso stare collegato e quindi non posso leggere tutto quello che mi avete dedicato, qui e altrove. Domani prometto di passare da ognuno di voi!

GRAZIE INFINITE, SIETE STUPENDI!

albatros900
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martedì, 24 luglio 2007

FUORI di testa, DENTRO il cuore.
Un po’ come parlare della vittoria ai Mondiali una settimana dopo: tutti hanno detto, tutti hanno scritto! Per le radio già circola la hit del momento che –ne siamo certi- diventerà il tormentone dell’estate: Alb chiaro. A proposito di etere (e di etero), numerose sono le interviste rilasciate nei giorni scorsi sul Raduno dei Fuori di Testa. Eccone alcune:
su Radio Imola, la Marghetti ha sentenziato: “dopo l’enorme successo riscosso, ho deciso di licenziarmi dall’azienda della Benfa, la Grana-rALE, e cercare fortuna nel mondo dell’editoria; sto già mettendo mano al prossimo libro, “Non voglio più urlare (ho perso la voce)”. Ad un’emittente romana, Nabladue ha dichiarato di voler abbandonare gli interessi legati alla filosofia e alla scienza per buttarsi anima e corpo nel mondo del rock: con un paio di amici ha messo su una band di cover dei Genesis, i Deuteronomion. Nel frattempo, per motivi di marketing, stanno pensando di abbreviare il nome della band in ‘Utero. La sua amica Margherita si è offerta di fare la voce del gruppo, assieme alla vocalist Pralina. Pare che le due abbiano espresso così questa scelta: “Almeno saremo in tournée buona parte dell’anno e non rischieremo di incontrare di nuovo questa banda di matti!”.
Da qualche giorno si sono perse le tracce del musicante padano: secondo il quotidiano locale, “Il randello della Padania”, il chitarrato sarebbe stato risucchiato da un gorgo di vettoriALE, ALBoritmi, seni&coseni, mentre in un disperato tentativo di salvataggio anche la Profemate sarebbe stata trascinata via dai flussi…ehm…dai flutti. Secondo indiscrezioni non conferMATE, quest’ultima si troverebbe ora su un atollo polinesiano, insegnando i rudimenti della MATE agli autoctoni, mentre la sera il pavese offre lezioni di mandolino ai motoctoni e di cetra ai bicictoni, in cambio di….vabbe’, sono fatti suoi, insomma! Diversa e ben più cospicua fortuna hanno avuto invece Damadelsole e Vivy, le quali si sono messe in società: la prima dà lezioni di canto polifonico e fotografia, la seconda è diventata consulente di una grossa azienda nel campo dell’organizzazione di eventi. A lei pare sia stata affidata la gestione della prossima Giornata Mondiale della Bloghentù. Ma la notizia è ancora da confermare.
Quello che è avvenuto nella tre-giorni splinderiana, è ormai affidato alle cronache di penne ben più efficaci della presente (benché lo scrivente pennuto sia). La sera della Vigilia, in quel di Siena, mentre Albion svolazzava qua e là per piazza del Campo edotto dalla Vivy sui segreti del Palio, la Dama rimorchiava il cameriere di un bar irretendolo con l’esca della sua supertecnologica macchina fotogra(beep). Il Giorno del Raduno ha visto l’allegria e l’amicizia spargersi a pioggia per le Cascine fiorentine. Non è mancato il vino (recuperato da Vivy in un viaggio-lampo a casa di SUM, in quel di Sardegna), non sono mancati i dolci grazie alle abili mani della Marghè (mani che si sono prodotte anche in un efficace massaggio alle ali di Albion), né sono mancate le foto grazie alla suddetta Dama, o la musica, grazie al pavese chitarrato, o ancora il canto, grazie a…tutti (anche a Nabla, che è riuscito incredibilmente a cantare nel sonno!). Con abile stratagemma è stato tenuto lontano dal luogo del raduno il caro Scorpio, per evitare che, suo malgrado, dovesse provvedere all’arresto dei partecipanti e l’internamento degli stessi in manicomio. A metà del pomeriggio, la combriccola si è incamminata per un’amena passeggiata di 18 km, con temperatura all’ombra (ma loro stavano al sole) attorno ai 42 gradi; Albion, intanto, strenuamente difendeva la posizione conquistata dai nostri eroi (Zzzzzzzzzzz), sostenuto da Dama e Pralina. Verso il tramonto, quando ormai la luce naturale era ridotta al minimo, si è tentato di fare una foto di gruppo con autoscatto. Dopo circa un’ora di tentativi, con i fuori di testa in preda a crampi e convulsioni, si è deciso che il mondo, per questa volta, avrebbe potuto fare a meno dei loro ritratti…
Sulla via verso il ristorante, Vivy ha vanamente tentato di seminare il prode Nabla, sfrecciando a 180 km/h per le vie di Firenze. La folle corsa ha prodotto qualche piccola destabilizzazione degli astanti: Wil, accomodato sul sedile posteriore della macchina di Margherita (guidata da Nabla), ha fatto voto, in caso di uscita indenne dal percorso, di dedicarsi a vita eremitica con la sola compagnia di un plettro e della Benfa nei giorni festivi (chiamalo scemo!); Profemate ha perso ogni nozione acquisita di matematica ed è rimasta per tutta la sera chiedendo a tutti quelli che incrociava “ma 9x9, farà 81?”; Albion, dopo aver perso quasi l’intero piumaggio, è stato fatto segno di tentativi di rapimento da parte di una rosticceria della zona; Margherita, profe-ita, ha promesso di non bocciare più alcuno studente in vita sua; Damadelsole immortalava tutto questo a colpi di click, finché non ha perso l’uso della parola (in quel preciso istante, per un’arcana combinazione di eventi, sul cielo di Bologna si sono levati fuochi d’artificio e suoni di fanfALE in festa!).
Questi sono i folli che erano fisicamente presenti al raduno; ma voi, amici, sapete che in realtà eravamo molti di più…
albatros900
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temi : amicizia

giovedì, 19 luglio 2007

Su quelle strade...
Ogni volta che vedo le immagini della strage di Via D’Amelio, è più forte di me, mi commuovo profondamente. Penso a quell’uomo ucciso mentre andava a trovare sua madre. Uniti nel loro mestiere, Borsellino e Falcone lo sono stati anche nella morte, decretata dalla mafia (e da qualcun altro?). Ho sempre ammirato quel modo serio e al tempo stesso dimesso di combattere le loro battaglie; che poi non erano battaglie personali, ma interessa(va)no tutti noi cittadini. Pochi riflettori, poche comparsate in TV, quelle istantanee riprese mentre fumavano una sigaretta, il volto spesso animato da un sorriso, leggero e compreso della propria responsabilità civile. Borsellino, all’indomani della strage di Capaci, disse che la vita di Falcone era stata “un atto d’amore verso questa città [Palermo], e l’unico modo di onorarlo era continuare la sua opera”. Cosa che l’amico e collega ha puntualmente fatto, fino all’estremo sacrificio. Ripeteva spesso, nelle dichiarazioni, che sapeva benissimo che prima o poi sarebbe stato assassinato. Era facile intuirlo effettivamente, eppure…
Rivedendo quelle drammatiche immagini, mi viene di pensare che molti politici, potentati, imprenditori, intrallazzatori finanziari, fondamentalisti di varia estrazione religiosa, il vento se li porterà via come la pula (non prima di aver seminato danni, ahinoi), mentre per Borsellino hanno dovuto far saltare in aria una strada per eliminarlo -e così, Falcone. Ma nonostante ciò, non hanno potuto, né potranno mai, uccidere lo spirito che lo ha animato. Morire per delle idee, cantava De André. Morire per amore degli uomini.
albatros900
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temi : vita

mercoledì, 18 luglio 2007

Uomini senza ali.
Stamattina presto, mentre ero alla scrivania e la biblioteca sonnecchiava ancora, sulla vetrata di fronte a me si schianta a velocità supersonica un uccellino, che piomba a terra “come corpo morto cade” nel giardinetto interno della sala. subito mi precipito a vedere la situazione, e lo trovo riverso sull’erba che muoveva appena le zampette. Essendo presto, c’erano ancora pochi colleghi in giro, così faccio rapida mente locale sul da farsi. Intanto, prima cosa, schivare gli schizzi degli innaffiatoi automatici, disposti a x così da rendere particolarmente avventurosa l’operazione. Mentre tenevo nella mano il passerotto, che nel frattempo andava riprendendosi, e sentivo il suo cuoricino battere sul mio palmo, chiedevo aiuto ai pochi colleghi presenti per cercare il telefono della LIPU o comunque per avvertire eventuali lettori che ero momentaneamente….impegnato in giardino! A parte uno sporadico intervento, la sola risposta era una squallida indifferenza. Neppure quell’esserino indifeso nel palmo di una mano smuoveva la sensibilità di chi era preso solo dagli affari suoi. Uno diceva “Tanto, qualche ora e poi muore”, un’altra “Stai tranquillo, tanto che gli puoi fare?”, un altro ancora “Prova a metterlo sul prato, poi si vedrà”. Tranquillo? Io sono tranquillissimo, merda! È che c’è un essere vivente nella mia mano che sta cercando di vivere. Ma ve ne siete accorti? Bisogna fare qualcosa! A farla breve, dopo un’oretta di cure, telefonate e tentativi, il volatile ha ripreso la sua via del cielo…ed io l’ho seguito, per staccarmi un attimo da quel mondo meschino e cinico che mi circondava. Buena suerte, amigo.
albatros900
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temi : natura, vita

lunedì, 16 luglio 2007

Atalante. Terzo sibilo.
64, Rue de Montmartre. Scendo lentamente la stretta scala di legno che scricchiola sotto le scarpe. Al passaggio di ogni piano, una piccola finestra condominiale mi permette di vedere frammenti di realtà esterna. Il chiarore del mattino. Esco dal portoncino, verde, incorniciato dall’edera. Mi fermo qualche attimo sulla soglia. Una mamma spinge un passeggino e tiene per mano il figlio più grande – avrà all’incirca cinque anni. Ripasserà più tardi, carica di sacchetti e di capricci infantili. Faccio per dirigermi verso Rambuteau, ma prima una sosta al negozio vicino casa, che espone le sue meraviglie dolciarie in rapida (per il mio sguardo) sequenza. Soddisfatta la voglia di dolci, senza chiedermi se essa nasconda mancanze d’altro genere e specie, sono pronto per la città. È il mio giorno libero a lavoro. Le strade di Pigalle pullulano di gente al mattino non meno di quanto lo siano nelle notti proibite e piuttosto squallide dei locali hard. La destinazione finale che scelgo è Les Halles. Ho sempre amato quel mix di modernità un po’ retro e caos multietnico che gravita attorno a quel centro. Osservo le ragazze camminare, alla maniera di Bertrand Morane. Mi dà un senso di rilassante levità. Molte spalle, che non riveleranno mai il proprio volto. Il senso del mistero. Il fascino femminile della “francesità”! Mon Dieu! Alcune sere, rientrando a casa, metto su l’acqua per la pasta e attacco un po’ di musica. Mi stravacco sul divano, apro la finestra che dà sulla città e rilasso ogni tensione ripensando ai visi incontrati per strada, immagino per ciascuno di essi un tetto sotto il quale stia passando la serata. I sottotetti ”alla René Clair” sono quelli che mi forniscono più spunti! Il fumo di una sigaretta prende il largo, io lo seguo. Una dolce melodia di chitarra elettrica, incazzata il giusto, mi conduce alla sera. Mentre la pentola borbotta, e il coperchio mi supplica di liberarlo dalle bollenti avances dell’accadueò! Ma che sbadato…
Verso la pasta: eh, sì. Mi manca un poco l’Italia, di fronte a un piatto di pasta francese!
albatros900
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temi : vita, emozioni, atalante

mercoledì, 11 luglio 2007

Giuro che non sono stato assunto nello staff di Battiato (sennò, sai che invidia MauraReggae!). E' che mi serviva un intermezzo...
"Sembra che non finisca questa lunga notte d’inverno
Sembra che tardi il sole come fosse in pericolo.
Rovine inseguono i ricordi, ma io voglio vivere il presente
Senza fine. Il giorno davanti a cui fugga questa notte.
Voglio lontananze d’azzurro per me.
Pensa a come eravamo certe volte di domenica….
Pieni di ostilità e di oscillazioni.
Così cancello i miei ricordi.
Ma io voglio vivere il presente senza fine.
Il giorno davanti a cui fugga questa notte.
Voglio lontananze d’azzurro per me.
Riprenditi la tua libertà, il tuo orgoglio inutile,
la tua precarietà.
Domani parto, cambio vita e altitudine".
albatros900
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temi : musica

lunedì, 09 luglio 2007

Il vento.
It's falling, it's falling
And outside the buildings
Are tumbling down
And inside a child on the ground
Says he'd do it again
And what am I to do
What in the world am I to say
There's nothing else to do
He says he'll change the world someday
I rejoice
This morning I fell out of bed
When I woke up to what he has said
Everything's crazy
But I'm too lazy to lie
And what am I to do
Just tell me what am I supposed to say
I can't change the world
But I can change the world in me
If I rejoice
U2
Un piccolo pensiero per un'amica speciale. Una persona che ho imparato a conoscere negli anni, e che in questi ultimi mi è divenuta carissima. Presto (spero) diventerà la mia "comare" -anche se già lo è nei nostri scherzi-, sposando uno dei miei più cari amici.
Auguri, Crudelia!
Ps che c'entra il vento con gli auguri? Lei capirà!
Forse non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare il mondo che è in me...
albatros900
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temi : amicizia

venerdì, 06 luglio 2007

Il rito del Tempo.
Si abbassano i riflettori. Le luci di Metropolis occhieggiano lontane, innocue. La magia è qui. Attorno, le vestigia romane parlano lingue arcane e remote, i fari le illuminano di colori cangianti in tonalità dal giallo al rosso. Le prime note introducono alla danza circolare del tempo. (Che sia circolare, me ne renderò conto solo alla fine). La villa dell’Imperatore custodisce le tracce di vite e secoli andati…eppure presenti. Questa sera. Questa magica sera. La musica è l’arte che più di ogni altra scava le viscere della mia anima, traendone tutto quello che le si nasconde nel grembo. Il colore struggente del tramonto ha lasciato spazio all’avvolgente oscurità rischiarata dalla melodia, e dal ricordo del Tempo. Le note si inseguono, ora calme e distese, ora rabbiosamente frenetiche. Proprio come il tempo della vita e le sue imprevedibili alternanze. Perfino una stella, in anticipo sul calendario, “precipita” dalla volta verso di noi, con la sua scia di speranze e desideri non detti: ci sono momenti che hanno il sapore della perfezione. Ci sono attimi in cui senti che la vita è perfetta così. Talmente perfetta da poterla abbandonare senza rimpianti. E allora…i volti perduti…i volti mai visti…le mani mai accarezzate…le voci non sentite…gli sguardi impressi…tutti si danno appuntamento qui ed ora. E danzano, con la musica del pianoforte. Ecco il fratello sconosciuto e perduto, ecco l’anziano pianto al ritmo del Veni Spiritus, ecco la madre compagna di lontane processioni, ecco gli uomini e le donne che mi hanno preceduto sfiorando queste rovine tenaci. Le due colonne di sfondo si spengono e l’abside si tinge di rosso sangue. Il ritmo incalza, per placarsi poi e galoppare nuovamente. In questo Tempo che a volte sembra divorarci e toglierci il fiato ci è dato di vivere momenti che dicono “Non è così!”. Ci sono occasioni di estasi e quiete, una quiete “attiva”, che produce un sovrumano portato di sollievo e conforto. Una quiete che avvicina le epoche lontane, gli amici distanti, gli sconosciuti perfino. E il rito del Tempo, allora, diventa un canto di libertà e di una mia personale forma di gratitudine. L’unico canto, forse, che è lecito intonare nel silenzio di sé.

Impressioni al concerto di Ludovico Einaudi, presentazione del suo nuovo lavoro “Il tempo del mito”, Villa Adriana.

Villa Adriana

albatros900
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martedì, 03 luglio 2007

Amici, sto partorendo la storia del gatto-albatro...
Nel frattempo, un intermezzo con questa splendida canzone di Francesco Guccini.
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Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così,
l'estate finiva più "nature" vent'anni fa o giù di lì...
Con l'incoscienza dentro al basso ventre e alcuni audaci, in tasca "l'Unità",
la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione, quella che chiaman la maturità...

Ma tu non sei cambiata di molto anche se adesso è al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto filosofando pure sui perché,
ma tu non sei cambiata di tanto e se cos'è un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent'anni allora, i quasi cento adesso capirai...

Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà,
non era la rivolta permanente: diciamo che non c'era e tanto fa.
Portavo una coscienza immacolata che tu tendevi a uccidere, però
inutilmente ti ci sei provata con foto di famiglia o paletò...

E quanto son cambiato da allora e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi più,
bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà:
tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent'anni fa!

Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale,
credevo che Bologna fosse mia: ballammo insieme all'anno o a Carnevale.
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno che non ne fece un dramma o non lo so,
ma con i miei maglioni ero a disagio e mi pesava quel tuo paletò...

Ma avevo la rivolta fra le dita, dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita e non ti era toccato farlo mai!
Perché mi amavi non l'ho mai capito così diverso da quei tuoi cliché,
perché fra i tanti, bella, che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me...

Infatti i fiori della prima volta non c'erano già più nel Sessantotto,
scoppiava finalmente la rivolta oppure in qualche modo mi ero rotto,
tu li aspettavi ancora, ma io già urlavo che Dio era morto, a monte, ma però
contro il sistema anch'io mi ribellavo cioé, sognando Dylan e i provos...

E Gianni, ritornato da Londra, a lungo ci parlò dell'LSD,
tenne una quasi conferenza colta sul suo viaggio di nozze stile freak
e noi non l'avevamo mai fatto e noi che non l'avremmo fatto mai,
quell'erba ci cresceva tutt'attorno, per noi crescevan solo i nostri guai...

Forse ci consolava far l'amore, ma precari in quel senso si era già
un buco da un amico, un letto a ore su cui passava tutta la città.
L'amore fatto alla "boia d'un Giuda" e al freddo in quella stanza di altri e spoglia:
vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia!

E adesso che potremmo anche farlo e adesso che problemi non ne ho,
che nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o là dove si può...
E adesso che sappiam quasi tutto e adesso che problemi non ne hai,
per nostalgia, lo rifaremmo in piedi scordando la moquette stile e l'Hi-Fi...

Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perché
se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te.
Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là,
sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità...

Perché a vent'anni è tutto ancora intero, perché a vent'anni è tutto chi lo sa,
a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età,
oppure allora si era solo noi non c'entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu...

E questa domenica in Settembre se ne sta lentamente per finire
come le tante via, distrattamente, a cercare di fare o di capire.
Forse lo stan pensando anche gli amici, gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era più felici, pensando a chi s'è perso o no a quei party...

Ed io che ho sempre un eskimo addosso uguale a quello che ricorderai,
io, come sempre, faccio quel che posso, domani poi ci penserò se mai
ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai:
ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime oramai...
(Eskimo, 1978)
albatros900
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temi : musica