venerdì, 28 settembre 2007

Atalante. Quarto sibilo.

È un pomeriggio di fine estate. Da poco il pranzo è terminato, e il torpore indotto dalla canicola spinge ciascuno dei commensali a cercare il luogo più adatto a schiacciare un pisolino. Alla tavola è rimasto solo Hans. Si guarda attorno sornione. Hans aveva sempre amato quell’atmosfera sospesa propria del meriggio estivo, quando tutte le cose in campagna sembrano attendere la manifestazione di qualche arcano evento. C’è una sorta di sacralità ancestrale, in tutto questo. Ed egli stava gustando i suoni della natura. Nella sua mente si affollano le immagini dei volti cari seduti con lui alla mensa, le loro voci, ognuna con il suo timbro particolare. I silenzi, anche, di chi ama piuttosto ascoltare e non è per questo meno presente. Un alito improvviso di vento solleva un lembo della tovaglia e per un effetto-catena un bicchiere rovescia quel poco di acqua rimasto al suo interno. Le cicale, ammalianti custodi del meriggio, intonano il loro canto assordante. C’è quiete, una grande quiete. Hans sogna. Lo fa spesso, senza bisogno che ci siano campi o nuvole o alberi o stelle attorno a lui. Ma se ci sono, sogna di più. Una grande calma scende nella sua anima. Adesso è pronto per il riposo. L’aria è calda, invita a distaccarsi dalla materialità presente, immergendosi nel liquido piacere dei sogni. Il tempo della veglia è passato. Verrà l’autunno, con le sue piogge, poi l’inverno e le sue brine, quella mensa si svuoterà e riempirà nuovamente. La ruota dell’anno girerà ancora e ancora. E la sua anima, il suo corpo, muteranno con essa. Eppure il deposito del cuore, quale granaio fecondo, non sarà sguarnito mai. Hans è steso sotto un albero. È bello guardarlo dormire placidamente, perché chi lo guarda sa che Atalante non smetterà mai di viaggiare. Alla sua maniera.

in campagna

albatros900
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temi : atalante

martedì, 25 settembre 2007

Curiosamente.
Curiosity killed the cat, ma non mi risulta faccia nulla agli albatri….Dunque, eccomi qui con otto curiosità ispirate dalla simpatica Satine
1-In un imprecisato anno delle elementari, io e un mio compagno di classe ci eravamo “innamorati” della stessa fanciulla, così si era deciso che chi avesse fatto il gesto più originale, avrebbe avuto campo libero per conquistarla (!). In quel tempo -scusate l’incipit evangelico-, i nostri banchi erano disposti a ferro di cavallo nell’aula; io mi trovavo all’opposto della “bella”. Così, durante un compito in classe, presi il barattolino del bianchetto (si chiamerà ancora così?), cosparsi di liquido un lato e quando si fu asciugato scrissi “[***], sei bellissima”. Lo feci passare di mano in mano fino alla mèta. Guadagnai il privilegio della solitaria conquista, la quale non avvenne mai!
2-Pur non avendo conoscenze astronomiche particolari, potrei definirmi –parafrasando un vecchio sceneggiato- un amante della luna, di cui seguo scrupolosamente le varie fasi nel cielo. La visione che più mi affascina in tal senso è quando essa è circondata da un leggero alone, e velata alternativamente dalle nuvole. In quelle occasioni la trovo di un fascino addirittura ammaliante.
3-Sempre a scuola. Stavolta alle superiori. C’era una temibilissima e feroce prof di chimica, materia nella quale ero un disastro. Un giorno, durante la ricreazione, un mio compagno aveva portato dei biscotti fatti in casa. Tali biscotti avevano la particolarità di essere impastati con…sì, insomma….con il [fumo]. Ne mangiai forse troppi. L’ora successiva, appunto di chimica, completamente fuori di testa –come poi sarei stato stabilmente dopo aver aperto il blog- cominciai a sghignazzare con la mia compagna di banco, incurante della spiegazione dell’arpia. A un tratto mi alzai di scatto e senza chiedere il permesso uscii dall’aula, mentre la prof mi guardava attonita e io la mandavo a quel paese…quello di chimica fu il voto più basso con cui mi presentai alla maturità.
4-Soffro di una strana patologia idiomatica che potrei definire “sindrome di Gomes” –dal personaggio della famiglia Addams: come lui, infatti, sono completamente obnubilato quando sento parlare francese. Per ovviare al cosiddetto calo del desiderio nella coppia, sto meditando di sposare una francofona.
5-Sono un gran divoratore di musica. Adoro ascoltarla in macchina, quando viaggio o quando giro per la città; ma anche in casa. Spazio volentieri dalla classica all’heavy metal, con tutto quello che ci sta in mezzo!
6-Mi piace lavare i piatti. Di solito mi offro per questa mansione solitamente snobbata dai più. A me, invece, diverte. Basta ci sia (appunto!) un po’ di musica in sottofondo o una bella voce a contrastare il rumore di posate e stoviglie.
7-Adoro fare le sorprese alle persone a cui sono legato: da quelle più “quotidiane” di un pensierino o un biglietto lasciato sul parabrezza della macchina (o incastrato nel citofono), a quelle più “impegnative” che comportano spostamenti geografici, anche rilevanti. Adoro guardare la faccia che fa la persona quando mi vede spuntare all’improvviso! (Siete avvisati).
8-Mi piace ancora ascoltare le vecchie fiabe della Fabbri editore, quelle che iniziano con “A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar…” e finiscono con “C’era una volta, il cantafiabe dirà, e un’altra favola comincerà…ohhhhhhh”.
albatros900
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giovedì, 20 settembre 2007

Equinozio di Albion.
...abita la tempesta,
e ride dell'arciere. Ma esiliato
sulla terra avanza goffamente:
gli sono d'inciampo 
 le sue ali di gigante.
Pont de Langlois
A presto, amici.
albatros900
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temi : vita

mercoledì, 19 settembre 2007

the tree

Down in the west the setting sun had left a streak of fiery red, which glared upon the desolation for an instant like a sullen eye and frowning lower, lower, lower yet, was lost in the thick gloom of darkest night

Charles Dickens, A Christmas carol, 1843.

albatros900
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temi : emozioni

martedì, 18 settembre 2007

sadness

Lascia che possa posarmi

questa notte

Lascia che arrivi il silenzio

non disturbarlo

Resta qui accanto

ma se fuggi

fallo in silenzio

anima mia

albatros900
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temi : vita

lunedì, 17 settembre 2007

Se stasera sono qui
è perché ti voglio bene
è perché tu hai bisogno di me
anche se non lo sai.
Per me venire qui
è stato come scalare
la montagna più alta del mondo
e ora che sono qui
voglio dimenticare
i ricordi più tristi giù in fondo.
Tenco
albatros900
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venerdì, 14 settembre 2007

Quattordici Settembre.
Onore al Sommo Poeta
albatros900
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temi : poesia, dante

giovedì, 13 settembre 2007

fascinose presenze

"Un affetto non si prova: s'indossa direttamente"

(Panella, cantato da Battisti)

albatros900
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venerdì, 07 settembre 2007

Sotto le due torri.
(Agosto 2. Bologna)
Avete presente quei treni super-economici che hanno tempi di percorrenza transiberiani per coprire distanze di poche centinaia di km? Quelli che alle stazioni vengono annunciati più o meno così: “Pesaro, stazione di Pesaro. Treno intercondominiale n. 2367 delle ore 08.25 per Bologna è in partenza dal binario 3. Ferma nelle stazioni di: Gradara, Rimini, Rizzone, Modena, famiglia Rossi, [segue elenco di altre 10 stazioni], Reggio Emilia, Ristorante da Gina, “da Gelindo il gelataio”, Faenza, Imola, Marghetti, Castelmaggiore, Bologna Panigale, Bologna Ospedale, Bologna Giardini Margherita, Bologna Montagnola, bagni di Bologna centrale, edicola di Bologna centrale, Bologna centrale”…ecco, su uno di quei convogli, sono partiti Alb, Lilith e Opera alla volta del capoluogo felsineo in un mercoledì di Agosto. L’orario delle 08.25 si riferisce naturalmente al giorno precedente l’incontro fissato con gli alti amici bloggers, ovvero Wil e Benfa (con visita a sorpresa di cui dirò dopo). Giunti a destinazione, ci troviamo prima con Wil….baci, abbracci, presentazioni e…via! Ah, no. Prima il pennuto si abbevera, come sua consuetudine, a una fontanella della stazione con rischio di salmonellosi. (Da successive analisi, risulta: non contratta). La prima sosta prevede la visita della Cattedrale di San Petronio. Mentre Opera, di origini magnogreche, viene scrutato sospettosamente dalle guardie appostate sulla scalinata per timori terroristici (che bello, quando guardando uno zainetto l’unica cosa che ci veniva in mente erano i bambini che uscivano da scuola…), e poi fatto passare, la stessa sorte non arride alla Lilith. Per le sue fattezze tipicamente mediorientali (alta, bionda, occhi azzurri, come detto in Agosto 1) viene bloccata all’ingresso. Intanto Wil tesse le fila degli incontri, parlando alacremente al telefono e organizzando abboccamenti in giro per la città. Verso l’ora di pranzo si concretizza l’atteso rendez-vous -per quanto sarebbe stato meglio un rendez-nous, ma pazienza- con la rossa felsinea. Avete capito di chi sto parlando, no? La Benfa! Baci, abbracci, presentazioni e…via! Ah, no. Prima la Rossa cattura la Lilith trascinandola in una girandola di shopping selvaggio. Uscita visibilmente scossa dall’esperienza, si offre di accompagnare Opera nella ricerca di una riproduzione fotografica di un antico manoscritto esoterico recante l’immagine di Santa Cecilia, intenta a insegnare i primi rudimenti musicali a un giovanissimo Wil. Quest’ultimo ed Alb avanzano l’ipotesi che nelle tabaccherie sarà difficile trovare un simile referto….ehm…reperto. Intanto la Benfa, cui Alb ha sottratto preventivamente gli occhiali da sole (con quegli occhi…), ci porta ad ammirare le tre frecce che si dice siano conficcate nel soffitto ligneo di un antico palazzo fin dal Medioevo: noi ne vediamo solo una, probabilmente lei aveva dei cali di zuccheri quando ne vide altre due.

Giunta l’ora del pasto, cerchiamo un ristorante. Quello proposto da Ale è chiuso (in realtà si tratta del suo parrucchiere, il quale le ha promesso uno sconto sostanzioso per ogni cliente introdotto nella sua attività). Così dirottiamo…ehm, no….diciamo…ci dirigiamo…ecco sì: ci dirigiamo al ristorante dove pranzammo io e Wil nel precedente viaggio a Bologna. Siamo alle ordinazioni: Ale ordina tutte le portate che abbiano la maggior quantità di R al loro interno; Wil tutte le portate che abbiano la maggior quantità; Opera tutte le portate che abbiano almeno un ingrediente segreto; Lilith segue l’esempio dell’Ale; Alb ordina un paio di cameriere e acqua naturale. Verso la fine del pranzo, arriva la graditissima telefonata a sorpresa della Marghé. Rientrata prima dal mare, ci raggiunge in loco. Scesa dalla carrozza, abbraccia fortissimamente la Ale, ovvero la sua datrice di lavoro! Baci, abbracci, presentazioni e…via! Dopo aver ammirato la mirabile fattura del bronzeo Nettuno, si va a cercare con maggior lena quel ritratto di Santa Cecilia agognato dal MagnOpera, Pare sia custodito alla Pinacoteca Nazionale. Per carenza di personale, le sale vengono aperte a caso ogni ora: se ti trovi nel posto giusto al momento giusto, riesci ad entrare. L’impresa, ahimé, non riesce e così al prode Opera non resta che consolarsi con una copia del trattato dal titolo “L’influenza della tradizione ceciliana nella formazione musicale pavese e il suo riflesso sulle casalinghe di Voghera”. C’è tempo ancora per qualche foto, ancora chiacchiere, risate, telefonate con Dama, Vivy, Profemate. I treni prendono direzioni diverse. Non così le nostre vite, ormai sempre più intersecate!

albatros900
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temi : amicizia

lunedì, 03 settembre 2007

Un silenzio non eloquente.
Un altro canto di quei tempi m’è rimasto nella memoria, tra sogno e veglia. Credo che oggi sia scomparso, perché la melodia si trasmetteva oralmente di generazione in generazione, senza niente di scritto. Si chiamava “Il canto dell’aurora”. Prima che spuntasse il giorno, un gruppo di ragazzi percorreva le vie per svegliare i mietitori che dovevano mettersi al lavoro prestissimo. Forse, qualcuno di quegli “svegliatori” sarà ancora vivo, e ricorderà le parole e la melodia, perché quel canto non scompaia, canto meraviglioso, mezzo sacro mezzo profano, venuto da un’epoca già remota. Mi svegliava in piena notte, al tempo dei raccolti. Poi mi riaddormentavo.
Vorrei, a volte, qualcuno che passasse nelle vie della mia vita e intonasse quel canto, per farmi tornare il sorriso smarrito, disseppellire il tesoro sepolto, riprendere il cammino spedito. Anzi, in realtà passa spesso quel “qualcuno”, ma tante volte l’animo è tardo a risvegliarsi. E sembra che tutto dorma, senz’alcuna sensazione di placida calma.
Hans.
Ho avuto la fortuna di passare la mia infanzia nel Medioevo, quell’epoca dolorosa e squisita. Dolorosa per la vita materiale. Squisita per la vita spirituale. Proprio il contrario dei nostri giorni.
(Luis Buñuel)
albatros900
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sabato, 01 settembre 2007

Una radiosa chiarità.

(Agosto 1. Il Montefeltro)

Dalla pagina scritta di un blog emergono spesso tante variegate immagini che ci facciamo, nella nostra mente, di chi è di là dallo schermo. Mi è sempre piaciuto non vedere prima il volto dei/delle bloggers che avrei incontrato di persona, così da rendere maggiore lo stupore. Stupore: emozione primigenia! Così, dal blog austero e fascinoso che tiene assieme al suo Messere (Opera) e al sodale Verbum, di Donna Lilith mi ero fatto un’idea che la realtà ha confermato e arricchito. Scende dalla macchina una ragazza dall’aspetto nordico: alta, bionda, occhi azzurrissimi, sorriso accogliente. Austera, sì, e al contempo affabile. Il teatro del nostro incontro è stato un piccolo paesino del Montefeltro, arroccato su una collina che offriva uno splendido panorama sulle vallate circostanti, fino ad intuire il mare in lontananza. Certo, ci aspettavamo una festa medievale con giullari per le vie, suoni di cetre e cantori di gesta cavalleresche…be’, niente di tutto ciò! C’era un pianista, nella piazzetta, che suonava più musica da pianobar che melodie d’altri tempi…ad ogni modo, poco male! Non è mancato del buon vino, un’oca arrosto e patate. Ma soprattutto, c’è stato questo parlarsi confidenzialmente come fossimo amici di vecchia data, aprendo ognuno all’altra spiragli (anche dolorosi) della propria vita, sapendo in cuor proprio che di fronte si aveva una persona di cui potersi fidare. Mentre il sole andava perdendosi dietro le colline per proseguire altrove il suo corso, una radiosa chiarità, aiutata forse dal naturale colore degli occhi –tradizionalmente “finestra dell’anima”-, si espandeva sullo stupore appunto di trovarsi a proprio agio. Più tardi, l’altro gradito e atteso incontro con Messer Opera, anch’egli austero e ironico nelle sue pagine (grande narratore, tra l’altro), quanto simpatico e sorridente dal vivo. Entrambi, nelle occasioni in cui abbiamo avuto modo di vederci, mi hanno accolto con grande disponibilità e calore nel loro quotidiano, partecipandomi i loro luoghi, le loro letture, la loro personale visione della vita e delle cose, su alcuni aspetti diversa dalla mia, ma che non per questo ho sentito distante. Anzi. Il nostro dialogo, perfino su questioni “religiose” (in senso ampio), è stato improntato ad una grande apertura mentale, reciproca. Le differenze, allora, sono divenute arricchimento. Per me, sicuramente; e spero anche per loro. Nell’ultima serata in cui ci siamo visti, capitati a sorpresa a tarda sera dove mi trovavo, ho avuto anche la ventura di conoscere il simpaticissimo Olino, la cui fama lo precedeva (e anche la fame, visto che ha voluto subito addentare qualcosa di commestibile alla pizzeria “Fratelli di Teglia”). Naturalmente, con Olino si è discorso anche di Pink Floyd, data la comune passione per gli Immortali! La mia peregrinazione nella geografia degli affetti (come scritto da Wil altrove) è cominciata dunque nel migliore dei modi.

albatros900
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temi : amicizia