Dell'intenso scrutare.

La luce sarà sempre più intensa per chi proviene dal buio.

(Parco dei laghi di Plitvicka Jezera, Croazia.
Agosto 2003. On the road)
Atalante. Quinto sibilo.
-E così era solo il mio corpo che volevi?
-Già. Stupito?
-Stupido, forse. Tutta questa strada e la lontananza a fare da barriera tra noi; poi lo slancio e il superamento di quella barriera, e l’estasi della riuscita e…tutto qui?
-Tutto qui?! La sua faccia assunse un’aria interrogativa da cui traspariva una grande perplessità
-Sì, tutto qui. A me pare poco. Voglio dire, ma non c’era davvero nient’altro che un groviglio di muscoli e nervi che potesse unirci?
-Ma perché ti complichi sempre la vita? Hai il mio corpo, non ti basta?
Si voltò verso il mare e tacque per lunghi minuti. Forse raggiunsero in quel frangente la distanza massima che li avesse mai separati. La nave Atalante, ora, doveva riprendere la sua rotta. È strano –pensò- che io debba sempre ripartire solo, anche quando non sono stato solo ad arrivare.
-E’ il destino di Atalante, disse lei quasi rispondendo ai suoi pensieri.
-Qual è il destino di Atalante? Cos’è il destino?
Il viso di lei accennò un sorriso –di quelli che lui amava tanto-, enigmatica.
-Il destino! Di solito usiamo questa parola quando gli eventi vanno in direzione contraria ai nostri desideri. Tu vai sempre contro le correnti dei desideri. Atalante è forse essa stessa il Destino (pronunciò con enfasi questa parola, a darle una sacralità che lui non percepiva affatto).
-Ci stiamo perdendo in chiacchiere, tagliò corto lui. La baciò violentemente.
Il mattino successivo una sagoma di donna scrutava la distesa del mare, mentre la nave Atalante aveva già ripreso il suo folle peregrinare. Ciò che la distingueva dal volo degli uccelli era soltanto il non avere un fine né una mèta. Non ancora, almeno.
Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.
Per te che di mattina torni a casa tua perché
per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
e aggiungi ancora un po' d'amore a chi non sa che farne.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.
Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi
lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai
per te che un errore ti è costato tanto
che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.
(Battisti)
Plagiando Katana.
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Un'insopportabile felicità.
E gli dei tirarono a sorte.
Si divisero il mondo:
Zeus la Terra,
Ade gli Inferi,
Poseidon il continente sommerso.
Apparve Atlantide.
Immenso, isole e montagne,
canali simili ad orbite celesti.
Il suo re Atlante
conosceva la dottrina della sfera
gli astri la geometria,
la cabala e l'alchimia.
In alto il tempio.
Sei cavalli alati,
le statue d'oro, d'avorio e oricalco.
Per generazioni la legge dimorò
nei principi divini,
i re mai ebbri delle immense ricchezze
e il carattere umano s'insinuò
e non sopportarono la felicità,
neppure le felicità,
neppure la felicità.
In un giorno e una notte
la distruzione avvenne.
Tornò nell'acqua.
Sparì Atlantide.
Mi ritiro per un po'...
Comunicato ANSA.
Interrompiamo brevemente la cronaca della trasferta emiliano-lombarda, per trasmettere una notizia ANSiA...Hansa…ANSA...insomma, una notizia.
Durante la Splindernight 2007, tenutasi presso le Pistillerie Glandestine (locale per riproduzione con sfondo floreale), alcuni paparazzi pare abbiano immortalato effusioni al limite del lecito tra Alb e Marghetti, l’ormai celeberrima segretaria della ormai celeberrima fidanzata dell’ormai celeberrimo volatile. Alcune bloggher presenti alla serata, attirate da un’affermazione di Damadelsole –“l’Albatro è l’uccello più grande del mondo”-, hanno seguito da presso il suddetto riuscendo a carpire gli istanti topici del contatto. L’audace organizzatrice dei raduni FdT, Vvnnvvnnn, sembra sia entrata in possesso di un inedito scatto dell’evento tramite MMS, prontamente inviato alla Benfa per conoscenza. La Rossa ha risposto alla provocazione con un MMS (“Mo’ Mi Sente”) all’indirizzo del pennuto. Nel frattempo Nabladue (futuro compagno di Katanazionale), circondato da avvenenti navigatrici della rete, era impegnato nella dimostrazione della teoria filosofica secondo la quale Eros disgiunto da Agape è comunque in grado di condurre all’elevazione (spirituale). Infine, tutti si sono gettati in una folle danza retrò anni ’80, disperdendosi poi come polline al vento.
Istanti.
