venerdì, 30 novembre 2007

Dell'intenso scrutare.

conversione di Matteo (Caravaggio)

La luce sarà sempre più intensa per chi proviene dal buio.

albatros900
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temi : vita

martedì, 27 novembre 2007

plitvice (hrvaska, 2003)

(Parco dei laghi di Plitvicka Jezera, Croazia.

Agosto 2003. On the road)

albatros900
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temi : ricordi

sabato, 24 novembre 2007

Turning toward the morning.
Una melodia di cornamuse si distingue in lontananza, si fa sempre più insistente e vicina fin che…entra nella sua camera! E’ Wil, che utilizza un antico metodo di sveglia musicale in uso presso le popolazioni scozzesi, notoriamente avvezze agli albatri. La mattinata, illuminata da un sole tiepido, inizia con la colazione al baretto all’angolo, la messa con tanto di coro gospel. Acquisto del pollo. Uno dei momenti più emozionanti si svolge nella camera di Wil: il pavese chitarrato accompagna con lo strumento struggenti canzoni old-time che frusciano su un vecchio vinile di importazione statunitense. Nel pomeriggio una splendida gita sull’Appenino dell’Oltrepò pavese. Panorami incantevoli, la cui bellezza è accresciuta da una suggestiva luce autunnale radente. Wil indica alcuni dei luoghi del suo cuore, mentre Albion riflette e immagazzina emozioni, al suo solito. La mèta è il monastero di Alberto (non Magno, perché sono monaci, magnano poco). Struttura solitaria immersa in un bosco che domina la valle. Dopo una breve passeggiata nel bosco si arriva alla grottina dove la tradizione dice abitasse Alberto. Il silenzio è assoluto ma eloquente. E’ il giorno dei morti, inevitabile pensare alle persone che non sono più qui. In questo giorno ricorre anche l’anniversario di un amico di Albion. La commozione è forte. Ed è bello condividerla con un vero amico. L’amarcord prosegue di fronte alla tomba (provvisoria) del re Enrico II d’Inghilterra. Morì in quel luogo e fu posto in un sarcofago, prima di essere traslato nella sua terra. Albion ricorda quando era teatrante e interpretava il braccio destro di Enrico II nell’omonima tragedia di Marlowe. La serata, gentilmente offerta dal fratello di Wil, vede i due eroi assisi (in provincia di Perugia) in un ristorante nel quale vengono riempiti fino all’inverosimile, tra lo scherno delle cameriere –soprattutto di quella milanista particolarmente sadica verso il pennuto bianconero. Con grave -in senso etimologico- fatica, al termine della cena il volatile e il coyote si precipitano verso una meritata posizione orizzontale (in letti separati, per prevenire facili ilarità delle nostre amiche!!). Ma facciamo un passo indietro. Dopo l’ormai celebre notte di allouin, di cui si sono occupati vari rotocalchi, Albion giunge a Voghera dove l’attende il fido Wil. Passano il pranzo e quasi l’intera giornata a casa di Riu, Caroziggy, Elmo il Filosofo e Topo Minore. Chi ha avuto modo di leggere i blog dei primi due (gli altri sono un po’ troppo piccoli per scrivere un blog!), ha l’impressione di quale splendida famiglia siano. Be’, nella realtà sono ancora più splendidi. Nel tardo pomeriggio si va ai giardinetti pubblici a far svagare i piccoli. Elmo si produce nella conquista di tutte le pargolette del parco, che cadono (letteralmente) ai suoi piedi. Albion prende appunti. Mentre Caroziggy si attarda con Topo Maggiore, Wil, Alb, Topoinpasseggino e Riu si dirigono verso casa di quest’ultima. Salvo poi tornare indietro perché le chiavi di casa sono rimaste in compagnia degli altri due! Al termine della giornata, dopo una veloce svolazzata sui blog e cazzeggio libero (sì, anche con Vvvnnnvvvnn), Albion prende possesso del doppia piazza al piano superiore –in debito di sonno da circa 40 ore!
L’ultimo giorno trascorre nell’amata Bologna. Ivi (ahahah) Wil&Alb si congiungono a Lilith&Opera. Abbracci e risate sotto le due torri…anche per questa volta la Garisenda non è cascata sulle loro teste. Il tempo è poco, ma quando il legame è forte, tutto è più denso e rigenerante.
Il solito, crudele treno separa le nostre quotidianità…fino al prossimo incontro.
Per finire, alcuni versi di una splendida canzone old-time –da cui è tratto il titolo del post-, dedicata a tutti quelli che NON hanno la forza di volgersi verso il mattino.
It's a pity we don't know
What the little flowers know.
They can't face the cold November
They can't take the wind and snow:
They put their glories all behind them,
Bow their heads and let it go,
But you know they'll be there shining
In the morning.
albatros900
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temi : amicizia

lunedì, 19 novembre 2007

Atalante. Quinto sibilo.

-E così era solo il mio corpo che volevi?

-Già. Stupito?

-Stupido, forse. Tutta questa strada e la lontananza a fare da barriera tra noi; poi lo slancio e il superamento di quella barriera, e l’estasi della riuscita e…tutto qui?

-Tutto qui?! La sua faccia assunse un’aria interrogativa da cui traspariva una grande perplessità

-Sì, tutto qui. A me pare poco. Voglio dire, ma non c’era davvero nient’altro che un groviglio di muscoli e nervi che potesse unirci?

-Ma perché ti complichi sempre la vita? Hai il mio corpo, non ti basta?

Si voltò verso il mare e tacque per lunghi minuti. Forse raggiunsero in quel frangente la distanza massima che li avesse mai separati. La nave Atalante, ora, doveva riprendere la sua rotta. È strano –pensò- che io debba sempre ripartire solo, anche quando non sono stato solo ad arrivare.

-E’ il destino di Atalante, disse lei quasi rispondendo ai suoi pensieri.

-Qual è il destino di Atalante? Cos’è il destino?

Il viso di lei accennò un sorriso –di quelli che lui amava tanto-, enigmatica.

-Il destino! Di solito usiamo questa parola quando gli eventi vanno in direzione contraria ai nostri desideri. Tu vai sempre contro le correnti dei desideri. Atalante è forse essa stessa il Destino (pronunciò con enfasi questa parola, a darle una sacralità che lui non percepiva affatto).

-Ci stiamo perdendo in chiacchiere, tagliò corto lui. La baciò violentemente.

Il mattino successivo una sagoma di donna scrutava la distesa del mare, mentre la nave Atalante aveva già ripreso il suo folle peregrinare. Ciò che la distingueva dal volo degli uccelli era soltanto il non avere un fine né una mèta. Non ancora, almeno.

albatros900
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temi : atalante

sabato, 17 novembre 2007

Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.
Per te che di mattina torni a casa tua perché
per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
e aggiungi ancora un po' d'amore a chi non sa che farne.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.
Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi
lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai
per te che un errore ti è costato tanto
che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi...
al vento avrebbe detto sì.

(Battisti)

albatros900
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temi : musica

giovedì, 15 novembre 2007

Plagiando Katana.

Il test del "poquito de mi"...clicca QUI!

albatros900
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lunedì, 12 novembre 2007

Un'insopportabile felicità.

E gli dei tirarono a sorte.
Si divisero il mondo:
Zeus la Terra,
Ade gli Inferi,
Poseidon il continente sommerso.
Apparve Atlantide.
Immenso, isole e montagne,
canali simili ad orbite celesti.

Il suo re Atlante
conosceva la dottrina della sfera
gli astri la geometria,
la cabala e l'alchimia.

In alto il tempio.
Sei cavalli alati,
le statue d'oro, d'avorio e oricalco.
Per generazioni la legge dimorò
nei principi divini,
i re mai ebbri delle immense ricchezze
e il carattere umano s'insinuò
e non sopportarono la felicità,
neppure le felicità,
neppure la felicità.

In un giorno e una notte
la distruzione avvenne.
Tornò nell'acqua.
Sparì Atlantide.

Mi ritiro per un po'...

albatros900
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sabato, 10 novembre 2007

Comunicato ANSA.

Interrompiamo brevemente la cronaca della trasferta emiliano-lombarda, per trasmettere una notizia ANSiA...Hansa…ANSA...insomma, una notizia.

Durante la Splindernight 2007, tenutasi presso le Pistillerie Glandestine (locale per riproduzione con sfondo floreale), alcuni paparazzi pare abbiano immortalato effusioni al limite del lecito tra Alb e Marghetti, l’ormai celeberrima segretaria della ormai celeberrima fidanzata dell’ormai celeberrimo volatile. Alcune bloggher presenti alla serata, attirate da un’affermazione di Damadelsole –“l’Albatro è l’uccello più grande del mondo”-, hanno seguito da presso il suddetto riuscendo a carpire gli istanti topici del contatto. L’audace organizzatrice dei raduni FdT, Vvnnvvnnn, sembra sia entrata in possesso di un inedito scatto dell’evento tramite MMS, prontamente inviato alla Benfa per conoscenza. La Rossa ha risposto alla provocazione con un MMS (“Mo’ Mi Sente”) all’indirizzo del pennuto. Nel frattempo Nabladue (futuro compagno di Katanazionale), circondato da avvenenti navigatrici della rete, era impegnato nella dimostrazione della teoria filosofica secondo la quale Eros disgiunto da Agape è comunque in grado di condurre all’elevazione (spirituale). Infine, tutti si sono gettati in una folle danza retrò anni ’80, disperdendosi poi come polline al vento.

albatros900
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temi : amicizia

mercoledì, 07 novembre 2007

Alle tre. Lungo la notte.
Anche nelle squallide notti
è possibile far brillare la luce d'un sogno
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Il treno Euronight delle ore ventitrè e zero sette per Bologna Centrale partirà dal binario UNO anziché DODICI.
SMS: “Senti qua: Alb e Ale a Bologna Station. Ale fugge, i due si uniscono; alle prime luci dell’alba si dileguano”.
“Alle 3 stanotte sarò a Bologna Station”
“Dici davvero?”. Lei pensava spesso che lui fosse un burlone che inventava viaggi solo nella sua mente.
“Ma certo! Sto partendo ora…”
“Sto ad una festa di Halloween coi bimbi; quando rincaso vedo se riesco a organizzarmi”
Intanto il tempo e la notte inghiottono chilometri e distese urbane a contrasto con la campagna…
La luce del display illumina di tanto in tanto il buio dello scompartimento. Quel piccolo aggeggio elettronico non è l’unica cosa a vibrare in quella notte.
“Lale paladina. La stazione a quell’ora è un postaccio. Se trovo una copertura , ti vengo a recuperare e ci mangiamo qualcosa assieme, ok?”
“Aspetto notizie!”
Ora un gruppo di turchi ha invaso scompartimento e corridoio…si agitano e scherzano con un fare aggressivo ai nostri occhi; ma un pensiero e una proiezione al futuro rendono tutto lontano, e i frastuoni innocui. Un cuore emozionato non conosce fastidio.
CHIUSI…FIRENZE CAMPO MARTE…PRATO…Bologna Centrale…mancano cinque minuti alle tre.
L’aria della città è rigida, un brivido percorre tutto il corpo appena sceso dal treno; ma quello del freddo non è l’unico brivido a traversare Albert.
La vide sul piazzale, appoggiata alla macchina: il suo sorriso fu il primo ad andargli incontro, prima ancora che con il suo corpo si slanciasse in una corsa che sembrava aver atteso da tanto, chissà quanto, tempo. Erano in quella corsa tutti i chilometri che li avevano sempre separati dalla felicità? Chissà! Ma nel dubbio, meglio affrettarsi…
Si abbracciarono forte, quasi a togliersi il fiato, e il fiato si tolsero forse per un po’ nel bacio che si scambiarono, ardenti l’uno dell’altra. Le mani stringevano quasi a voler trattenere il tempo su quelle fragili vite. Volevano forse ingannare questa traditrice d’una vita…
Si guardarono negli occhi –era notte, lei non poteva indossare gli immancabili occhiali da sole.
Qualche macchina sfrecciava ancora per viale Marconi…
Cercarono un pubbetto dove bere una birra. Data l’ora, quel che era rimasto aperto non erano certo ritrovi per educande!
Uno squallido pub malandato: perfetto, pensò Lale.
Tra gli avanzi della notte e le sue creature equivoche e poco raccomandabili, una birra al tavolino era dolce, molto dolce.
Gli schiamazzi e l’allegria dubbia dell’ebbrezza sembravano anch’essi lontani come tutto il resto. Si tenevano la mano tra un boccale e l’altro, giocando a bagnarle con le gocce lasciate dalla condensa.
Albert chinò il viso sulla mano di lei sfiorandola…
“Ma insomma! Stia un po’ attento…non vede che mi sta precipitando addosso!?”
A questo rimprovero risentito, Albert si destò improvvisamente.
Si guardò attorno: era la sala d’attesa in cui si era rifugiato in cerca di riparo dal freddo pungente della notte. I più strambi personaggi la riempivano. Si accorse di essersi quasi accasciato su una arcigna signora del sedile accanto.
“Mamma –fece la bambina seduta accanto alla signora- perché hai svegliato quel signore?”
“Quel cafone mi stava dormendo sopra, vacca d’una boia”
“Ma mamma! Aveva un’aria così felice…Chissà cosa stava sognando…”
albatros900
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temi : vita, emozioni

lunedì, 05 novembre 2007

Istanti.

istanti sul mare della vita

Attimi di confusione, di sogno diffuso che s’allungano sugli anni e, nella loro folgorante brevità, possono attraversare per intero una vita. Istanti lunghi, che dissolvono il tempo e lo spazio rendendone acuminata la percezione. Istanti di coscienza irreversibile in cui si danno contemporaneamente la pienezza e la vacuità, la febbre dell’inizio e il brivido della fine, l’assoluto della felicità e la consapevolezza della precarietà.
(Jean Grenier)
albatros900
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temi : poesia