L'aria vulnerabile raccogli.

Come gli assidui lettori di queste pagine sanno, amo giocare con le parole e metaforizzare le realtà più disparate. Vi offro una delle mie canzoni preferite di Battisti. Appartiene all'ultima fase della sua produzione, quella del nonsense e -appunto!- dei giochi di parole. Essa descrive magistralmente un momento di intimità (non necessariamente sessuale) tra un uomo e una donna. Al primo impatto può sembrare quasi incomprensibile, ma se si ha la pazienza di ascoltarla più volte, se ne scoprono continui scorci, prospettive ardite, metafore affascinanti. La scena del “dono trasparente” della donna al suo uomo la trovo una delle immagini più sensuali e al tempo stesso romantiche della canzone italiana del Novecento! Il testo l'ho inserito nei commenti. La foto che correda il post è stata scattata nella tosca terra, e rappresenta l'incontro e la sovrapposizione del fisso (il palo della luce) e del mobile (le nuvole e le fronde). Forse c'è una metafora. Andatevela a cercare!