giovedì, 26 febbraio 2009

Rosa gialla, rosa di rame.


Ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso

ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

albatros900
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temi :

lunedì, 23 febbraio 2009

Di questo gioisce il mio cuore, 
     esulta la mia anima;
        anche il mio corpo riposa al sicuro, 
     perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
        né lascerai che il tuo santo veda la corruzione. 
  Mi indicherai il sentiero della vita,
        gioia piena nella tua presenza,
        dolcezza senza fine alla tua destra.
(salmo 15)
Buon viaggio, Giuseppe. E' stata una gioia averti conosciuto, esser stato seduto alla tua mensa semplice, aver condiviso con te un pollo e due chiacchiere affabili. E la tua ospitalità. Autentica, come la tua famiglia. E grazie, per quell'amico prezioso e insostituibile che mi hai regalato.
A te, Mario. E al tuo babbo.
albatros900
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temi : vita, amicizia, emozioni

giovedì, 19 febbraio 2009

Avevamo vegliato tutta la notte - i miei amici ed io [...]
La furente scopa della pazzia ci strappò a noi stessi e ci cacciò attraverso le vie, scoscese e profonde come letti di torrenti. Qua e là una lampada malata, dietro i vetri d'una finestra, c'insegnava a disprezzare la fallace matematica dei nostri occhi perituri [...]
Usciamo dalla saggezza come da un orribile guscio, e gettiamoci, come frutti pimentati d'orgoglio, entro la bocca immensa e tôrta del vento!... Diamoci in pasto all'Ignoto, non già per disperazione, ma soltanto per colmare i profondi pozzi dell'Assurdo! [...]
Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.
È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il «Futurismo», perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii [...]
I più anziani fra noi hanno trent'anni: eppure, noi abbiamo già sperperati tesori, mille tesori di forza, di amore, d'audacia, d'astuzia e di rude volontà; li abbiamo gettati via impazientemente, in furia, senza contare, senza mai esitare, senza riposarci mai, a perdifiato... Guardateci! Non siamo ancora spossati! I nostri cuori non sentono alcuna stanchezza, poiché sono nutriti di fuoco, di odio e di velocità!... Ve ne stupite?... E logico, poiché voi non vi ricordate nemmeno di aver vissuto! Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!
(dal Manifesto del Futurismo di F. T. Marinetti, di un secolo fa)
Al di là degli esiti artistici del movimento futurista, l'insofferenza verso il vuoto accademismo, verso tutto quello che è solo forma e nessuna sostanza, verso l'immobile e l'incontestabile - la sento molto vicina al mio essere. E viva, ancora oggi...
albatros900
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temi : arte

martedì, 17 febbraio 2009

Rendimi l'anima

 


albatros900
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temi : musica

lunedì, 09 febbraio 2009

Un incontro. (Parte quarta).

Fu un inverno particolarmente rigido, quell'anno. Le frequenti e abbondanti nevicate rendevano difficoltose le sortite verso le trincee nemiche. I soldati restavano spesso avvolti nella loro coltre di gelo e attesa. C'era chi scriveva lettere all'amata lontana, c'era chi scriveva del ritorno, c'era chi non aspettava un ritorno. Chi non aveva qualcuno a cui scrivere, ingannava il tempo giocando interminabili partite di carte. “E' una sporca guerra, questa”, diceva il capitano Ruggeri tormentando tra i denti un mozzicone di sigaro. “C'è forse una guerra pulita?”, gli ribatteva il tenente del reparto.

Distolse la lettura, poggiando il libro sulle gambe. “C'è forse una guerra pulita?”, ripeteva dentro sé.

C'è forse un amore pulito?

“Te l'avevo detto che ti avrei mangiato l'anima. Perché non mi hai creduto”?

“A qualcuno bisogna pur venderla, quest'anima dannata...”

“Già. E tu hai scelto me”

“Non ti ho scelta io. Sei tu ad avermi scelto. Io mi sono semplicemente lasciato catturare”.

Lei adagiò la schiena sul divano, affondandovi quasi. Lui intravedeva dai bottoni slacciati della camicetta la sagoma del seno. La osservava fissare la copertina del libro con aria assorta. I suoi occhi brillavano. Come sempre. Sarebbe potuto impazzire per quegli occhi. O forse era già avvenuto da tempo.

Seduti all'ultima fila dell'auditorium, non seguivano con grande attenzione quella noiosa relazione. Lui appoggiò la mano sulla gamba di lei. Indossava una minigonna leggera e multicolore, come d'abitudine. Carezzò quella pelle incredibilmente liscia, sulla quale il tempo sembrava non aver lasciato alcuna traccia. La spinse audacemente su, verso l'inguine. Immaginava di fare l'amore con lei, in quel momento. Di rapirla e farla sua.

C'è forse un amore sporco?

“Dannazione, tenente! Li staneremo quei cani di austriaci quant'è vero che torneremo vincitori”, e così dicendo masticava con ancor più rabbia quel sigaro ormai ridotto a poltiglia. Il tenente era concentrato sulla partita e sembrava stargli a cuore solo non perdere quella mano.

Di nuovo abbandonò la lettura, poggiando il volume accanto a sé sul divano. Si passò una mano sulla gamba, accarezzandola fino agli slip. Poi la infilò sotto di essi. Sentì ancora il suo viso tra le gambe. Si chiese chi avesse vinto quella partita. La risposta sembrò esserle molto vicina. In quel posto vuoto sul divano.

albatros900
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temi : lei