Pensiero semplice.
Quant'è bello quando la distanza geografica è il minore degli ostacoli...

Agli amici veri che sono lontani da Roma
Se c'hai ancora er fiato corto
nun te posso fare 'n torto,
ma le feste nun so' tutte uguali:
qui se sogna in batter d'ali!
Sarà strano come dichi
ma qui ce stanno li tuoi amichi
tutti insieme a cazzarà
perché gnent'artro se pò fà
l'artr'anno t'amo fatto la non-festa
stavorta te mannamo a casa lessa.
indovina indovinello
seguitare è così bello.
Tu continua senza affanni:
vai sul blog dei compleanni!
Post a blog unificati.
Cara Marghé,
come dice il titolo questo è un post a blog unificati. Ma prima che tu legga, ti dirò tre parole che ti faranno sorridere, ricordandoti una serata di sfrenate risate: Grappa al mandarino!
Coraggio, Marghé!
Nessuna parola, per quanto dolce, potrà mai lenire o affievolire il tuo immenso dolore di questi giorni.
Nessuna frase, per quanto adeguata, potrà mai consolarti o alleviare la tua ansia.
Siamo certi che la tua mamma è fiera e orgogliosa di avere una figlia così forte, capace di resistere ad ogni avversità. Capace, come un raggio di sole, di squarciare il cielo coperto di nuvole, e di infondere forza e coraggio alle persone che la circondano. Una donna meravigliosa che - con il suo sorriso timido e sincero - riesce ad illuminare le giornate buie di chi la conosca. Una donna che ama, forte e intensamente, senza riserve o condizioni. Una donna il cui cuore è immensamente grande e caldo.
Siamo certi che la tua mamma lotterà con tutte le sue forze, perché la tua forza è la sua forza, per potersi riprendere presto e bene e per poterti abbracciare per infiniti giorni.
Siamo felici ed orgogliosi di essere tuoi amici e di sapere che - nel tuo cuore e nella tua mente - c'è sempre un pensiero per ognuno di noi.
E noi ti pensiamo e ti amiamo e - nonostante la lontananza che ci separa da te - ti siamo vicini, con la mente e con il cuore e ci stringiamo attorno a te, per darti tutto l'affetto di cui siamo capaci.
Vogliamo solo dirti, cara Monica, che ti vogliamo bene.
Arry ti presento Alby!
che confusione è il tuo compleanno
ma che emozione più dello passato anno
facciamo festa e stiam tutti vicini
il tuo compleanno, ti diam tanti bacini
cantiamo al ritmo cantiamo senza affanno
c'è tutta splinder è il tuo compleanno
le candeline senza trucco ne inganno
è il compleanno festeggia anche il bisnonno
ecco ALBION là sempre più in alto si va
ma che bello è se c'è SOGLIOLìN con te
che gnocche LALE e VIV
e c'è anche STRUZZO che fa tanto schiamazzo
va e viene di qua
e festa festa anche te, vieni a scolarti un frappè
festa festa con noi balliamo sui calli tuoi
si festeggia lei più colta degli atenei
più bella dei cammei
ma non vogliam cicisbei
ma dopotutto che cosa c'è di strano
c'è anche IK per il tuo compleanno
se arriva PROFE ci boccia tutto l'anno
o yee c'è SUM travestito da unno
ed ecco SCORPION dai stiam tutti vicini
è il compleanno, ti diam tanti bacini
ma dov'è WIL con la torta ai mirtill
se l'ha mangiata gli do una randellata
Tanti auguri, Arry!
Il giorno fu pieno di lampi;Back to Zorra!
Auguri, Zorrina!
A Puntinonima. Grazie.Un amIKo.
Alb Ma dici davvero?! E quando l'hai saputo? E quando avverrà?
Ik Eh, qualche giorno fa. Si parla di metà settembre…
Alb Cavoli, mi spiace. Davvero, mi spiace tantissimo. E…senti…posso fare qualcosa per te?
Ik Eh, non so. Sai in queste situazioni si è comunque soli…
Alb Parole sante!
Ik E non ti ho detto neanche tutto
Alb Eh??? Perché, c'è dell'altro?
Ik Il matrimonio è di Testimoni di Genova…
Alb Oggeovasanto! Ma allora non posso far nulla per salvarti…
Ik Beh, qualcosa magari sì: potremmo incontrarci prima del matrimonio…
Alb Ma certo! Affare fatto!
Fu così che Alb e Ik decisero di incontrarsi nella Capitale in un piovoso pomeriggio di settembre. (Da notare che a Roma non pioveva da settimane).
Alb Allora, Ik, dove siete di bello tu e la tua famiglia? (Scommetto che sono a zonzo per le vie del Centro)
Ik Dunque, esattamente siamo a Piazza delle Quattro Giornate…o Cinque?
Alb Quattro o cinque?
Ik Insomma, poco meno di un settimana.
Poche cose nella vita hanno il gusto e la piacevolezza di far chiacchiere con un amico che ti capisce senza troppe parole, che non sbarra gli occhi a quello che dici, che sa ascoltare e dire le parole giuste, che ascolta le tue. Ho avuto anche il piacere di conoscere la bella famigliola di Ik. La madre, per sincerarsi che non fossi un oggetto virtuale, ha scrutato dietro il collo alla ricerca di possibili collegamenti elettrici. Una volta appurata la sola presenza di piume, si è prodotta in un sorriso tranquillizzato. Il padre ha esordito dandomi del lei per poi passare ad un più informale del lui. Lo zio si è prodigato per trainare la Ik-car in mezzo al traffico cittadino, dimostrando sprezzo del pericolo e rispondendo a tono alle invocazioni di lode delle entità celesti da parte degli automobilisti. Qualche giovane centauro ha tentato il suicidio cercando di passare attraverso la corda di traino. Il tempo trascorso assieme è stato poco, ma molto arricchente.
Alcune riflessioni indotte dall'incontro:
Se una quarantenne piacente si ferma a un benzinaio e chiede a due giovinastri dei paraggi di aiutarla a chiudere il tappo della benzina, la cosa più sensata da fare è darle una botta (in testa) e via. Trattenendo, a mo' di rimborso, la sua Audi metallizzata.
Se devi restare in panne con la macchina, non farlo sul lungotevere in zona Milizie: per trovare il bar più vicino dovrai fare almeno un km a piedi.
Se ti iscrivi a un corso di ping-pong, non pretendere che i ragazzini che incontri per strada NON ti diano del lei, considerandoti anziano.
Se un amico ti spiega dettagliatamente cosa sia un troll e cosa sia un flamer, e il giorno dopo ti trovi ad insultare un utente anonimo che spara cazzate, non dire "Non lo sapevo!".
Se quello stesso amico ti dice che gli Stratovarius non sanno suonare, trattieniti dall'insultarlo!
Infine, confermando la saggezza un po'polare e un po' no: Chi trova un amico…se lo tenga stretto!
Kat is on the table.
ovvero, Katana è nel tavoliere (delle Murge).
Quando un albatro atterra in terra di Puglia, l’Amministrazione comunale di Beri organizza giochi d’acqua sul lungomare, spettacoli di luce, musica ed altre meraviglie. Ma, lasciatemelo dire, lo spettacolo più bello è la mia solare amica Katana. La prima cosa che imparo nel soggiorno katanese è la seguente: è estremamente rischioso fermarsi a far rifornimento di benzina in compagnia di Kata. Sì, perché è ambitissima da tutti i benzinai del circondario. Circolano leggende a tal proposito. Un anziano gestore di pompe di benzina, Tuddizzu, lasciò moglie e figli per tentare una fuga con la karateka. Fu ritrovato pochi giorni dopo in un fosso, con una contusione al volto e l’impronta di un piede femminile stampato sopra. (I rilievi della scienti(beep) hanno appurato che portava smalto color prugna). La vedova consolabile si rifece una vita, rimanendo sempre nell’ambito delle pompe, ma funebri questa volta. Un altro, di origine afrocoreana, Mohaspet Loteng-Lung, finse di volerla assumere come lavorante. La bella Katana accettò l’incarico, salvo scoprire poco dopo le reali intenzioni del giovane (…). Di lui non si ebbero notizie per diverse settimane, finché la polizia non ne ritrovò degli estratti corporei in una tanica di benzina, di cui l’organo riproduttivo fungeva da augello (appunto). Durante la vacanza katanese, dunque, si privilegiavano le ore notturne per rifornire la Katacar. Non si può tacere il fatto che, per la famiglia di Kata, ufficialmente era Viviana l’ospite. Questo ha imposto ad Alb tutta una serie di accorgimenti precauzionali, onde evitare di essere spennato dal baffutissimo genitore katanese. La notte, prima di chiudersi in camera a doppia mandata, cospargere gli stipiti della porta con polvere urticante; puntellare la porta stessa dall’interno, con ante dell’armadio nuziale, appositamente divelte; dormire vestito per eventuali precipitose –in senso letterale- fughe dal terrazzo. Al mattino, chiudendosi in bagno, rivolgersi a Kata, con richieste ingannatorie, tipo “Kat, ti avanza mica della ceretta che l’ho dimenticata a Roma?”, o “Nicky, hai visto che bono il barista del locale di ieri?”, o ancora “Come mai poi hai deciso di non aver uomini per casa, quest’estate?”. In realtà la fortuna ha arriso all’uccellaccio, perché nei giorni di vacanza solo la Katagenitrice si è affacciata per un breve saluto (ella, da buona mamma, sapeva dell’inganno!). I giorni passavan gioiosi e spensierati, tra canti in macchina, bagni, foto, chiacchiere, gite e serate con gli amici. E naturalmente, copiose vivande e libagioni, tra cui degna di memoria è la cena a base di carne di cavallo, che ha rischiato di stroncare per ingordigia i due giovani e aitanti giovinastri. Per non parlare della colazione imperiale del primo giorno...
divenuta l'ultimo giorno un bicchier d'acqua di rubinetto con sospetta infezione da salmonellosi e un pacchetto di cracker. Scaduto.
La hit della vacanza è stata “Ho scritto Kata sulla sabbia”.
I dialoghi, improntati ad una profonda riflessione sull’esistenza umana e i suoi perché (perché? perché? perché?), avevano un tenore (lalaaaaaaaa) di questo genere:
Kat Alb, andiamo a prenderci un panino, dai.
Alb e dove lo prendiamo il panino?
Kat al bar, là in fondo…
Alb (guardando il barlàinfondo, a circa 100 metri) noooo, troppo lontano. Abbiamo le pesche: mangiamo quelle, no?
Oppure in macchina, sgranocchiando salatini e vari:
Kat mmmmmm, buoni i Fonzies! E le patatine ti piacciono?
Alb sì, adoro il sesso orale.
E sul finire della vacanza, in treno, il finto rimorchio di un trasandato riccastro bancario ariano, Albert Molti-Solden, e una procace escort russa, Nickolaja Orgasmovic.
Una menzione a parte, meriterebbe la visita notturna di Matera. Luogo di incantevole magia, più simile ad un presepe che alla realtà. Ecco un'immagine esplicativa di Matera (Matè ancora adesso).
E anche la visita alla Foresta di Cassano, teatro degli infratti katanesi, nonché ricetto di Struzzonero, che abbiamo immortalato fotograficamente. Non trovo la foto, ma tanto non ci interessa perché lo Struzzo non leggerà mai un post che superi le due righe di lunghezza.
Un desiderio dell'Alb che non è stato soddisfatto (a parte il sesso orale, intendo) è il muretto a secco. Cosa? Sì, Alb ha pregato ossessivamente la Kata di fermarsi lungo la strada per poter immortalare questa mirabile opera dell'ingegno pugliese. Ma l'unico posto che è stata in grado di trovare è stato lungo il muro di cinta del cimitero. Requiescant in pace e pixel.
Si sa che la vacanza è un banco di scuola importante per testare il feeling di un’amicizia. E questa vacanza ha confermato tutto quello che Alb e Kata sapevano l’uno dell’altra. Alb: Kata, non puoi pretendere di avere la botte piena e SUM ubriaco. Kat: Alb, per il sesso orale attivo posso presentarti delle amiche.
Fly!

Auguri Laiza!O mia bella Madunina!
(Questo post è scritto in padano maccheronico. Chiedo perdono a tutti i nordisti per le storpiature; d'altra parte, l'ha fatto Folengo con il latino, perché non posso farlo io con il lombardo!?
)
Mettum un viaggettìn all'umbra de la Madunina. Ma prima dovum fer un passettìn indrè. Sì, parchè la gita l'è comincià col Coyotin che m'ha portà a spass par l'Appennin. Sem arrivà in un paesin medievale molto carino, indua l'è al sepolcrin sepolcroso da San Colomban (coma capirete, l'è un collega pennuto da l'Albatrin!). Sono millenni che l'è sdraià inscià: l'è forse par quello che ghè un fredd becc, non solo parché l'è un volatile! Superà al pass de non ricordo che, sem andà a Varzi, la patria dal salamin. E inscì al pennutin e al coyotin hanno fatto onore all'ottima tavola!
La domenega l'è al grande rendez-vous: madamoiselle la Sogliolin! La sola e originale sogliolina della rete (non da pesca, neh!). Anca si l'Albin ga vist mia Milan, Sogliolin e Coyotin chiedono a lui di guidarli indrè la tentacolosa rete dal metrò. Passeggium sotto la Madunin, bevum al bevandato e parlum da noi e da altri bloggers e amici. S'appress l'ura dal pranz e cercum un ristorante, indua Albin mangia il più buono zafferano della vita, mentre gli altri due amici pasticciano il pasticciato. Albin voria assolutamente vedere la Sogliolin ca mangia al famusissimo lampunato
Spettacolo! Meraviglia! Al pomeriggio nem al Castello Sforzesco indua ballan la capoeira e le pinkolate, che attirano l'attenziun dal Coyotin: ma quand arrivum da sotto al palco, le pinkolate vanno via e arrivano i ciclettati piroettanti. Ossignur!
Seduti su una panchina, avviene anca l'incontro telefonico tra la botulina biondolata e la botulina lalinata, mentre Coyotin e Albin provano inutilmente a far foto con l'archeocellulare. Più tardi provum con la macchinetta da fototessera: ne esce un'immagine che censuriamo e mai nisuno, oltra num, vedrà! Le risate sono tante. È bello dar volto, espressioni, sorrisi, atteggiamenti alle parole lette. Questo racconto è la prova che anche un albatro e una sogliolina possono legarsi, pur appartenendo al cielo e al mare; e che i pennuti e i coyoti sono nati per essere amici per le piume!

"La nostra musica può darvi i peggiori incubi, o lanciarvi nell'estasi più affascinante. Solitamente si verifica questa seconda opzione. Ci accorgiamo che il nostro pubblico smette di ballare: rimangono tutti in piedi, a bocca aperta, in estasi" (Roger Waters)
Dedicato all'amica Laiza, grande appassionata degli Immortali! 
Anni&Inni.
Lo scenario è lo stesso del raduno di fine luglio 2007: il parco delle Cascine, Firenze. Appuntamento al laghetto dei cigni, riconoscibile per essere privo dei suddetti. Ma facciamo un passo indietro, sperando non ci sia un burrone. Proveniendo da parti d'Italia le più varie, i FuoridiTesta arrivano alla spicciolata. Il gruppo più ampio proviene da Nord: si tratta di Arabapernice (auguri!), Marghetti, Angi69, Ioepapperina & Sabina l'amica vicina -scelta appositamente per fare rima!-, Wil e....ehi, un momento! Che ci fa Albion all'appuntamento presso l'area di servizio Cantagallo di Bologna? Che abbia avuto qualche avventura avventurosa?
IK (quello che ha il blog carino) passa la mattinata con Profemate, parlando del + e del -, il che è del tutto normale trattandosi di una profemate. Stupisce, semmai, la scelta di aver limitato gli argomenti alle operazioni più elementari. Ci fosse stato Wil sicuramente avrebbero parlato anche del x e del :
Poi arrivano Vivy, l'organizzatrice fac-totum, Paruccia accompagnata dai suoi riccioli. Viene conquistato uno spazio di prato prima dell'arrivo dei peruviani fiorentini, stesi i teli -c'è chi propone di stendere anche un velo...di pietà, non appena iniziano le prove di canto. Astutamente, per sottrarsi alla prova dell'inno, Okkirossi finge di perdersi a Villa Vogel, salvo ritrovare la retta via proprio in coincidenza con l'inizio del lauto pasto. Anche Giarre si unisce al gruppo. Intanto Sabina fissa gli istanti irripetibili della giornata, producendosi in numerosi scatti fotografici: IK e Alb che discettano di cantanti metal e pollame; Marghetti che dirige il coro; Wil che tenta di seguire con la chitarra le peripezie vocali dei FdT, decidendosi poi per un gesto estremo, stile Joe Strummer dei Clash; Angi che controlla le previsioni meteo sperando in un improvviso rovescio temporalesco che impedisca l'esibizione; Arabapernice che divaga con canzoni della tradizione popolare lombarda, con bellissima voce peraltro. (Al prossimo raduno sarebbe opportuno un duetto Araba-Katana). Finito il pranzo, Albion si ritira in meditazione zen fino a raggiungere uno stato di concentrazione tale da farlo sembrare assopito. Naturalmente si tratta solo di un'impressione. Poco dopo viene svegl...deconcentrato da un'improvvisa animazione: è arrivata la festeggiata! La nostra temutissima Profemate. In splendida forma -i trent'anni, si sa, sono gli anni migliori-, basta non dirglielo. Arriva anche una simpatica blogger metallara, Sketchiolina, che ci ragguaglia sull'essenza degli Emo, sul decalogo del vero metallaro, sulla filosofia dell'altalena (!) e altre amenità. Per il taglio della torta, sopraggiunge un folto gruppo di parenti e amici della profe, appena appena in anticipo rispetto ai programmi, dando così modo alla Viv di benedire il Signore con una toccante litania salmodiante. Si prova anche a stabilire una connessione web con la Grande Assente di questo raduno, Daminadelsole, impegnata con la sua papera appena sbarcata sulla terra. Il collegamento riesce solo, più tardi, via videotelefono. Non è invece assente, almeno non con la sua eSotica voce, Katana. Come sua abitudine, utilizza il cell di Alb per colloquiare con tutti i presenti, tranne il legittimo proprietario, inducendolo a prendere in considerazione l'ipotesi di darglielo in comodato d'uso (il cellulare). Nel corso del pomeriggio, un piccolo gruppetto capitanato da Marghetti si dirige verso le giostre, dove i nostri eroi si producono in mirabolanti imprese, immortalate e you-tubizzate da Giarre! Il raduno volge al termine. Prima dei saluti, Ioepapperina ci regala una copia del suo libro (che ho cominciato a sfogliare ed è di piacevolissima lettura), rifiutandosi solo di autografarlo ai maschi. Le vivaci proteste del pennuto, però, la inducono a più miti consigli: sarà solidarietà di piuma?
I FuoridiTesta rimasti concludono la serata in un ottimo ristorante, prediletto da Para e da Albion; la prima per la cucina, il secondo perchè attirato, per simbiosi ornitologica, dalla location: Piazza della Passera. Ed è a pochi passi dalla Passera che poi trascorrerà la notte, ospite della corallina.
Questo post è dedicato a Profemate. Non solo per i suoi trent'anni, ma perché ci fu un giorno in cui non credeva che potessero nascere amicizie tramite i blog.
Avrai.
Avrai giochi da inventare
Avrai chi li inventerà con te
Avrai zietti che ti spupazzeranno
Avrai faccine strane
Avrai fuori di testa intorno a te
Avrai -questo è il mio augurio- una vita piena di Sole come chi ti ha portato fra di noi.
Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d'aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all'alba che si fa d'argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire gia' aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che s'inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che e' gia' estate
un treno per l'America senza fermate
avrai due lacrime piu' dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti ore
vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avra' deluso tradito ingannato
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore avrai
avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in bocca un po' di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi di ombrelli e chiavi da scordare
avrai carezze per parlare con i cani
e sara' sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro mani
che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra e' finita
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore amore avrai.
A Sara
Pesciolina d'aprile!
Il mondo, qua dentro, è troppo stretto per chi ama la libertà...
Corriamo là fuori, tuffiamoci in mare aperto.
Auguri, Sogliolìn 

8 marzo, la festa della Dama.
Non capita tutti i giorni di festeggiare il compleanno di un’amica lontana stando con lei. Bene che vada….una volta l’anno!
Con Wil partiamo da Roma nel primo pomeriggio, dopo un fugace incontro con Okkirossi che ha approfittato dell’occasione per sottoporre il coyote (“Santo subito!”) a un fittissimo interrogatorio informatico per spremere al massimo tutte le potenzialità di splinder (tipo: come ottenere indirizzi e cellulari di giovani blogger; come ricavarne lo status civile; come attirare nuove lettrici senza lo scopo di far leggere il blog; eccetera). Il viaggio verso Napoli scorre veloce, il treno ferma in tutte le stazioni. Mentre Wil manda sms alla Benfa dal cellulare di Albatros –tipico esempio di comunismo applicato alla vita quotidiana-, il pennuto scambia occhiate con la moretta seduta accanto al coyote, il quale ovviamente non si accorge di nulla (della moretta, intendo, non delle occhiate). Arrivati nei pressi della città partenopea, cerchiamo invano con lo sguardo il Partenone, mentre proviamo qualche difficoltà nell’identificare il Vesuvio. Alb: “Wil, quello secondo te è il Vesuvio?”. Wil: “Mah, dalla forma geometrica e considerando le coordinate astrali disposte in allineamento sinaptico, mi sembrerebbe più l’Etna…”.
Prima di scendere dal vagone, una fanciulla davanti a noi avverte via cellulare un parente che “il treno ha appena imboccato le rotaie”: per nostra fortuna, invece, le rotaie le aveva imboccate fin da Roma!
La nostra Daminadelsole, fresca venticinquenne, ci accoglie con il suo solito calore (ha gli ormoni esaltati) al binario e ci propone una visita in una famosa pasticceria locale, favorendo l’entusiasmo incontenibile di Cip&Ciop. Dopo l’abbraccio con Giù, ci tuffiamo nella sbornia dolciaria.
La casa degli sposini è graziosa e confortevole, molto colorata, nello spirito dei suoi abitanti, immersa in un vicoletto delizioso –se non fosse che per imboccarlo con la macchina, devi sperare che non arrivi qualcun altro in direzione opposta. I nostri ospitanti ci portano a cena in una rinomata pizzeria del Centro, assieme ad altri loro amici e amiche, tutte rigorosamente minigonnate (gli uomini indossano sobri jeans). Cibo ottimo e abbondante. Rincasiamo per onorare la torta damesca, e ci raggiungono altri amici e amiche di Dama; è lì che realizziamo che le minigonne di cui sopra erano in realtà gonne lunghe, al confronto di quelle appena arrivate! Si tratta di mutande leggermente allungate. In cucina fervono i preparativi ultimi della torta (montaggio della panna), la quale poco dopo appare in tutto il suo splendore in salotto, davanti al volto felice della Dama, costretta a spegnere le candeline cinque volte, con rischio di embolo aggravato. Si chiacchiera amabilmente, si ride, si mangia, si ****** (attività oculare cui si dedica Wil), mentre Albatros si addormenta su un trespolo verso le 2 del mattino. Prima di prendere possesso del divano letto, Albion frantuma un preziosissimo piatto di ceramica di Santo Stefano di Camastra, recuperandone però i 23.456 frammenti per un’eventuale ricomposizione, rovescia per terra l’intera pila di sei cuscinoni del divano, tenta di fare a pezzi una lampada da terra.
Il giorno successivo, si prova in vari modi a destare il volatile: sveglia del cellulare, secchio d’acqua, carillon della papera nascitura. Niente! Finché Wil ha un’idea geniale: prende accordi con la sottostante Chiesa Cristiana Evangelica per intonare ameni canti domenicali sotto le finestre. Mossa vincente!
La colazione, in orario tipicamente partenopeo, si protrae fino all’ora del pranzo. Resta poco tempo per un giro veloce, ma affascinante. I vicoletti di Napoli, il bellissimo lungomare con vista sul Castello, i taralli appena sfornati. Mi torna in mente l’ormai celeberrima espressione Katanesca “I monumenti più belli che ho visto sono le persone”. È proprio così: nelle volte precedenti in cui ci ero stato, Napoli non mi aveva colpito particolarmente. Questa volta, devo dire che mi è rimasta nel cuore. Sicuramente è merito delle bellissime persone che l’hanno vissuta con me.
Per finire, alcune riflessioni indotte dalla visita napoletana:
-a Napoli non servono segnali stradali, semafori, sensi di marcia: tutto è lasciato ad un’estrosa improvvisazione;
-a Napoli le ragazze risparmiano centimetri di tessuto sull’abbigliamento;
-a Napoli non mangiare una zeppola di San Giuseppe….perché ne mangerai altre cinque subito dopo!
-non invitare Albatros a casa tua se non hai un’adeguata copertura assicurativa sui beni frangibili;
-se hai degli amici splendidi come Dama, Giù e Wil….tieniteli stretti!
Increspature.
Bluegirls come in every size
Some are wise and some otherwise
They got pretty blue eyes
For an hour a man may change
For an hour her face looks strange
Looks strange, looks strange
Marching to the promised land
Where the honey flows and takes you by the hand
Pulls you down on your knees
While you're down a pool appears
The face in the water looks up
And she shakes her head as if to say
That it's the last time you'll look like today
Sail away, away
Ripples never come back
Gone to the other side
Sail away, sail away
The face that launched a thousand ships
Is sinking fast, that happens you know
The water gets below
Seems not very long ago
Lovelier she was than any that I know
Angels never know it's time
To close the book and gracefully decline
The song has found a tale
My, what a jealous pool she is
The face in the water looks up
She shakes her head as if to say
That the bluegirls have all gone away
Sail away, away
Ripples never come back
They've gone to the other side
Look into the pool
Ripples never come back
Dive to the bottom and go to the top
To see where they have gone
Oh, they've gone to the other side.
Come suggerisce il titolo di questa canzone dolce e struggente dei Genesis (Ripples), la vita è fatta di increspature che possono sorprenderci, sommergerci a volte, ma anche rendere più vivi i nostri giorni. Ad un amico incastonato nel mio cuore, in un giorno particolare...

La Katana.
Metti un'esplosione di vitalità dirompente. Metti un'amica che s'incaxxa se faccio una cavolata. Metti un'amica che...che s'incavola a fà se ha un blog che si chiama “pensieri, parole e cavolate”?! Metti la voce più sensuale di splinder. Metti una persona che quando ti abbraccia ti fa sentire la forza e il calore. Metti il suo sorriso così dolce, non è credibile che faccia arti marziali! Metti un'amica a cui hai fregato la fidanzata (mo' me mena!). Metti una ragazza che risponde alle mail dopo vari mesi. Metti una scirtura che riconocseresti fra mile. Metti un'amica che adori nonostante sia milanista. Metti un pomeriggio a spasso per Roma. Metti un incontro a piazza Venezia, metti un bacardi al Gianicolo. Metti una lama tagliente come la katana e soffice come una carezza, indelebile come un tattoo...
Ti voglio bene, Katanuzza.
Il tuo Albion.
Fiorenza nella cerchia del mio cuor!
E' abitudine dei poeti associare luoghi, climi e stati d'animo stabilendo paralleli tra i primi e gli ultimi. La giornata fiorentina del IV raduno dei Fuori di Testa non potrebbe rientrare in tale prassi. Tanto bigio è stato il tempo atmosferico, quanto luminoso e caldo il clima dentro quella piccola stanzetta affittata per l'occasione. Il numero dei partecipanti è stato superiore ai precedenti, perché si sa che l'essere umano tende alla follia e dove essa si raduna, là accorrono schiere sempre più ampie di adepti. I primi ad arrivare al luogo convenuto sono: la Magnifica Organizzatrice, “codicefiscale” Vivi; Dama con il suo consorte, il quale ha tra le sue virtù certamente quella dell'arditezza essendosi sottoposto a tutto ciò senza essere titolare di un blog; Albion, semplicemente perché -data la sua attitudine alla veglia- è sempre il primo ad arrivare (ma non arriva mai primo); Profe perché abita di fronte al parco! Fervono i preparativi della saletta, mentre Alb si ingegna nella creazione del manifesto del raduno che poi nessuno crederà opera sua. Alla spicciolata la banda di matti si compone e completa: Empty e la sua LadyViolet; Wil, Lilith e Okkirossi; Paruccia e la sua cascata di riccioli arruffati; Angi e Marghé; Patty e Guardiano; Perifabio; Tittidiruolo e Giarre, quest'ultima in fugace visita prima di volare a Chicago perché aveva capito che il raduno era là e aveva già prenotato i biglietti. Il pasto procurato dalla Vivi è come sempre abbondante e squisito, il vino anche. Soprattutto per Empty, il quale decide che questo è il giorno giusto per abbandonare l'astemia, mentre per Wil bisognerà aspettare che scenda con il volatile in terra di Kata. Naturalmente non mancano i dolci della Marghetti, per la preparazione dei quali ha ottenuto una speciale licenza di ferie dalla sua capa, la Benfa. Data la rarità dell'evento, la segretaria si è prodigata nella miglior ricetta possibile, e il risultato si sente! Uno dei momenti più toccanti è stata la lotteria di premi, impreziosita dalla presenza della velina più barbuta che si sia mai vista (Angi); in compenso, però, la velina stessa denotava la curiosa evenienza di essere dotata sia di cervello che di simpatia, entrambi attributi che non erano stati ancora riscontrati negli esemplari apparsi fin qui in TV. Ha destato un certo stupore il fatto che la velina abbia concesso il bacio solamente alle vincitrici (Para e Lilith), limitandosi invece a una fredda stretta di mano nel caso dei vincitori (Giuseppe, Empty, Okki e Alb). Ad un certo punto della lotteria, proprio per beneficiare dell'ambito bacio alle partecipanti, è stato anche tentato un colpo di mano (la cosiddetta “mano morta”) da parte di Perifabio; ma nonostante avesse indossato una vertiginosa minigonna, i peli sulle gambe lo hanno tradito e il suo tentativo è stato abortito, con grave sdegno degli ambienti vaticani. Al termine della lotteria, si è assistito ad un esperimento scientifico molto interessante. Si è cercato di interrompere la circolazione respiratoria e sanguigna dell'albatro mantenendolo tuttavia in vita per una decina di minuti. A tale scopo alcuni Fdt gli hanno regalato lo strumento sul quale sta scrivendo in questo momento. L'esperimento è felicemente riuscito e il soggetto è rimasto privo di respirazione, uso della parola e salivazione azzerata per diversi minuti, producendo nel contempo una certa dose di liquido lacrimale in eccedenza. Ripresosi, per così dire, dallo shock, il pennuto si è precipitato -da notare la contraddizione in termini per un volatile- all'esterno nel parco per raggiungere telefonicamente la sola FdT che non era presente, ovvero la sua fidanzata felsinea. “Sono vevamente felice che sei vimasto felice del vegalo, eva un modo per vedevti sovvideve una volta di più”, queste le pvime...ops, prime parole della Benfa. Non poteva mancare, anche in questo raduno, l'esibizione canora. E' stato riproposto il vecchio classico del raduno romano Amico è, arricchito da un contributo filmato destinato al mercato musicale internazionale. Con il calare delle tenebre il gruppetto dei FuoridiTesta si è un po' assottigliato (manca per esempio il Faro, il coyote più splendido della rete). Ci sarebbe da raccontare ancora della serata da Para, della domenica a spasso per Fiorenza, del ritorno con Vivi, Dama&Giù, Okki. Ma questa è un'altra storia.
(Dedico questo post alla Dama, alla vita che porta nel suo cuore e a quella che porta nel suo grembo).
Waiting for...
In attesa di riuscire a scrivere il post "radunesco", un omaggio a una città che per tanti motivi mi è entrata nel cuore.

Comunicato ANSA.
Interrompiamo brevemente la cronaca della trasferta emiliano-lombarda, per trasmettere una notizia ANSiA...Hansa…ANSA...insomma, una notizia.
Durante la Splindernight 2007, tenutasi presso le Pistillerie Glandestine (locale per riproduzione con sfondo floreale), alcuni paparazzi pare abbiano immortalato effusioni al limite del lecito tra Alb e Marghetti, l’ormai celeberrima segretaria della ormai celeberrima fidanzata dell’ormai celeberrimo volatile. Alcune bloggher presenti alla serata, attirate da un’affermazione di Damadelsole –“l’Albatro è l’uccello più grande del mondo”-, hanno seguito da presso il suddetto riuscendo a carpire gli istanti topici del contatto. L’audace organizzatrice dei raduni FdT, Vvnnvvnnn, sembra sia entrata in possesso di un inedito scatto dell’evento tramite MMS, prontamente inviato alla Benfa per conoscenza. La Rossa ha risposto alla provocazione con un MMS (“Mo’ Mi Sente”) all’indirizzo del pennuto. Nel frattempo Nabladue (futuro compagno di Katanazionale), circondato da avvenenti navigatrici della rete, era impegnato nella dimostrazione della teoria filosofica secondo la quale Eros disgiunto da Agape è comunque in grado di condurre all’elevazione (spirituale). Infine, tutti si sono gettati in una folle danza retrò anni ’80, disperdendosi poi come polline al vento.
KATArsi.
Alb – katanuuuuzza, baciamo le mani!
Kat – Albatros, ti richiamo: ho i minuti gratis (meno male, temevo dicesse: ho i minuti contati!!)...
Così, sabato scorso, una telefonata ha portato un sorriso alla mia giornata che fino ad allora era stata piuttosto grigia per vari motivi. Con la sua ormai nota voce sensualisssssssssima e profonda, la Kata nazionale ha schiarito le nuvolette sopra le mie penne! A volte basta poco per far cambiare volto a uno stato d’animo. Queste poche righe sono solo per dire grazie a quella voce, a quella persona, del cui affetto per me sono grato immensamente.