Gli omicidi del cuore.

"Quel che c'è di fastidioso nell'amore è che è un delitto in cui non si può fare a meno di un complice"
Charles Baudelaire
Seguitando...

Si parva licet componere magnis
Impressioni al concerto di Ludovico Einaudi, presentazione del suo nuovo lavoro “Il tempo del mito”, Villa Adriana.

XXI Aprile.
Non si possono più riconoscere
i monumenti dell'epoca trascorsa,
immensi spalti ha consunto il tempo vorace.
Restano solo tracce fra crolli e rovine di muri,
giacciono sepolti i tetti in vasti ruderi.
Non indignamoci che i corpi mortali si disgreghino:
ecco che possono anche le città morire.
Rutilius Claudius Namatianus, De reditu

Alla mia amata città.
L'Amor che move 'l sole e l'altre stelle.

"O montanina mia canzon, tu vai:
forse vedrai Fiorenza, la mia terra,
che fuor di sé mi serra,
vota d'amor e nuda di pietate;
se dentro v'entri, va dicendo: Omai
non vi può far lo mio fattore più guerra:
là ond'io vegno una catena il serra
tal, che se piega vostra crudeltate,
non ha di ritornar qui libertate"
(Dante Alighieri,dal Casentino, dopo il 1306.
Rime sparse LIII, 76-84)
Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, stroncato da febbri malariche, moriva il più grande poeta di tutti i tempi. Esiliato dalla sua città, non poté più farvi ritorno. In tante pagine ha cantato il dolore di quel distacco, e la lucida consapevolezza che non avrebbe più rivisto la sua terra natìa.
La sua anima vaga, immortale, attraverso i secoli.
Visi-bilio.

"Ma, diradato il bosco, a me la verde
fiamma dell'erba illuminata un balzo
dava dai prati in pieno sole, un lampo
di fluente smeraldo. E dalla riva
scura dell'ombra mi credei mirare
masse di luce l'una in altra sciolte
come marosi e gurgiti di suono
che agli umani è silenzio.
Una beata
estasi allora m'invadea le membra
e l'irraggiante giubilo dell'erba
mi diventava in cuor lagrime e canto.
Oggi farò quel che vorrà la luce".
(Giorgio Vigolo)

...perdersi...
...ritrovarsi...