Esistono per ogni uomo luoghi predestinati alla felicità, paesaggi in cui egli può aprirsi e conoscere, aldilà del semplice piacere di vivere, una gioia simile a un rapimento, una di quelle gioie di cui parla Flaubert: "Ho avvertito talvolta uno stato d'animo che trascende la vita, per cui la gloria sarebbe nulla, e la felicità stessa inutile"
(Jean Grenier, 1939)
Tale è, per me, Parigi.
Avrai.
Avrai giochi da inventare
Avrai chi li inventerà con te
Avrai zietti che ti spupazzeranno
Avrai faccine strane
Avrai fuori di testa intorno a te
Avrai -questo è il mio augurio- una vita piena di Sole come chi ti ha portato fra di noi.
Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d'aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all'alba che si fa d'argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire gia' aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che s'inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che e' gia' estate
un treno per l'America senza fermate
avrai due lacrime piu' dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti ore
vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avra' deluso tradito ingannato
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore avrai
avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in bocca un po' di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi di ombrelli e chiavi da scordare
avrai carezze per parlare con i cani
e sara' sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro mani
che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra e' finita
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore amore avrai.
A Sara
Un giro di chiave.
Domenica. Mattino presto, molto presto. Ho passeggiato chilometri per il Centro. Una visione quasi surreale della città, senza macchine per via della Maratona, che sarebbe partita di lì a poco. Amo la mia città. La amo anche quando è caotica, frenetica (mai troppo, in fondo), confusionaria. Quando sembra toglierti il respiro. Ma la amo lo stesso. Perché è un po’ come la donna amata: la ami solo quando è esattamente come la vorresti tu? O non è forse come la vuoi tu proprio perché la ami? Una passeggiata rigenerante. Nel cuore avevo la vertiginosa sensazione di un carcerato a cui qualcuno avesse dato un giro di chiave alla cella, socchiudendo la porta. La libertà è là fuori: prendila!
Mi tornano in mente i versi della splendida canzone di Gaber:
E’ come un’illogica allegria, di cui non so il motivo
Non so che cosa sia
E’ come se
improvvisamente
mi fossi preso il diritto
Di vivere il presente…
Lascia accadere ogni cosa: bellezza e terrore.La foto e lo specchio.
Quando il nostro percorso terreno si chiude, cosa ci resta di ciò che è stato? Quale brandello di carne, quale sguardo, quale respiro di chi ha camminato assieme a noi? In un attimo folgorante, ho scoperto che tu sei ancora qui anche nella tua carnalità, e non solo nel pensiero -come sempre è stato da allora.
I miei occhi sono i tuoi occhi. Ti porto dentro di me, nella parte più preziosa che ho. Nella finestra da cui mi affaccio verso il mondo, dal balcone da cui l'albatro vola incontro alla vita, sei scolpita tu per sempre. In una vecchia foto ho riguardato il tuo volto così bello e...quegli occhi! Ho guardato te e ho guardato me, come in un uno specchio. Li hai lasciati a me, per non perderti mai più. Con i tuoi occhi guardo, con i tuoi occhi mi addormento, con i tuoi occhi desidero, con i tuoi occhi piango, con i tuoi occhi sorrido, con i tuoi occhi abbraccio gli altri. La natura ha attraversato le generazioni e ti ha portato dentro di me!
Quando la vastità del cielo atterrirà l'albatro, dovrò ricordare che ci sei tu a guardare dai miei occhi. E tutto sembrerà più leggero, più chiaro, più limpido...come i tuoi occhi puri, del colore di quel cielo. Là dove tu sei.
10 febbraio 1906. A mia nonna P.
Forse troppo.
L'emozione è una boccata d'ossigeno quando non hai più aria.
L'emozione è un navigatore sentimentale nella nebbia.
L'emozione è un temporale che ti sorprende e lasci chiuso l'ombrello.
L'emozione è un macigno sgretolato da uno sguardo.
L'emozione è una mano che ferma le tue lacrime.
L'emozione è un cuore che ti spinge alle lacrime.
L'emozione è una canzone nella notte.
L'emozione è il freddo sulla riva di un fiume.
L'emozione è una mano che ti trattiene.
L'emozione è una catena che non ti trattiene più.
L'emozione è qualcosa che non puoi dire.
L'emozione è qualcosa che forse darà voce, di nuovo, al tuo canto.
Solo un'immagine.
Un raggio improvviso di luce squarciò le tenebre di quell’angusto luogo, non appena la porta fu aperta. L’aria stantia sembrò prendere precipitosamente la via della libertà, involandosi all’esterno. I milioni di pulviscoli nuotando disordinatamente (o era un ordine incomprensibile per noi), si sparsero per ogni dove. Chi aveva abitato quella stanza? Ammesso che qualcuno ci fosse mai stato, là dentro…
Frederyck tirò un sospiro di sollievo e richiuse quella porta, cigolante. Mentre si avviava nuovamente verso casa, gli tornò alla mente il volto del suo amico. Lontano, adesso. Ma era anche lui lontano, da tutti i frastuoni circostanti, dalla frenesia che non nasconde vita. Eppure, non era solo -a differenza del suo amico.
Albert continuava a morire silenziosamente, mentre il mondo gli viveva attorno.


Down in the west the setting sun had left a streak of fiery red, which glared upon the desolation for an instant like a sullen eye and frowning lower, lower, lower yet, was lost in the thick gloom of darkest night
Charles Dickens, A Christmas carol, 1843.
Impressioni al concerto di Ludovico Einaudi, presentazione del suo nuovo lavoro “Il tempo del mito”, Villa Adriana.

Trasparenza e semplicità.
In attesa di poter scrivere i molti post che ho in cantiere (e in testa), ecco a voi, cari ventiquattro lettori, un piccolo haiku di Franco Battiato...
"Seduto sotto un albero a meditare
mi vedevo immobile danzare con il tempo
come un filo d'erba
che si inchina alla brezza di maggio
o alle sue intemperie.
Alla rugiada che si posa sui fiori
quando s'annuncia l'autunno
assomiglio
io che devo svanire
e vorrei
sospendermi nel nulla
ridurmi
e diventare nulla"

A mio nonno D. classe 1904.Straniero di questa ora presente.
Tra i mille desideri, tra i mille sogni che abitano la mia anima, adesso ho quello di potermi trovare in un posto più o meno così:





Solo per voi.
"Co' pié ristetti
e co' li occhi passai di là
dal fiumicello"
(Dante)
Giunto al simbolico traguardo delle cinquemila visite, voglio dedicare a coloro che tale traguardo hanno permesso, questo post. Devo essere sincero: quando iniziai quest’avventura del blog, i primi tempi le visite erano poche, e sentivo un po’ inutile scrivere cose che nessuno leggeva. Non è questione di narcisismo, è che io penso di avere qualcosa da dire, da comunicare, su cui dibattere ovviamente, e su cui ricevere anche critiche se del caso; ma confrontandomi. Il mio diario personale ce l’ho, da quasi vent’anni, e mi basta quello per le mie “riflessioni intime e segrete”! Questo non lo considero un diario privato, ma uno spazio in cui offrire a chi mi legge spunti di riflessione, stimoli alla curiosità di quello che ci circonda (e quello che ci ha preceduto nella storia), emozioni da provare, se possibile. Sarebbe impossibile ringraziare ognuno dei lettori del mio blog, ognuno di quelli che ha fermato il passo in questo orizzonte. Ma ogni vostra parola non è andata sprecata: è stata custodita, meditata, valorizzata. Anche perché se non ci fossero state quelle vostre, probabilmente non ci sarebbero state le mie. Ringrazio quei bloggers che mi hanno mandato messaggi in notti oscure in cui il mio cuore annaspava; ringrazio chi ha ricevuto i miei auguri in diretta via splinder; ringrazio chi ha viaggiato per incontrarmi e darmi uno spiraglio di luce; ringrazio chi mi ha seguito nel segreto, per poi rivelarsi; ringrazio chi si è rivelato per poi continuare a seguirmi nel segreto; ringrazio chi mi ha accolto nella sua “famiglia” virtuale; ringrazio chi mi ha donato un sorriso; ringrazio chi mi ha dato le “istruzioni” per l’uso per spiccare questo volo virtuale; ringrazio chi mi ha visitato una volta, e chi lo fa ogni giorno (nella migliore delle ipotesi!).
Albatros900 continuerà a volare, sperando che siano ancora tanti i compagni di viaggio; ma sapendo anche l’importanza di proseguire, a volte, soli il viaggio, per poi ritrovarsi.
Ad maiora semper!


Un'illogica allegria (anche per me).
Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.
A volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino.
Lo so
del mondo e anche del resto
lo so
che tutto va in rovina
ma di mattina
quando la gente dorme
col suo normale malumore
mi può bastare un niente
forse un piccolo bagliore
un'aria già vissuta
un paesaggio o che ne so.
E sto bene
Io sto bene come uno quando sogna
non lo so se mi conviene
ma sto bene, che vergogna.
Io sto bene
proprio ora, proprio qui
non è mica colpa mia
se mi capita così.
È come un'illogica allegria
di cui non so il motivo
non so che cosa sia.
È come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente
Io sto bene...
Questa illogica allegria
proprio ora, proprio qui.
Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.
(parole e musica del grandissimo Giorgio Gaber)
A se stesso.

Ta voix, étrange
Vision qui dérange
et trouble l'horizon
de ma raison.
(Paul Verlaine)
Tes grandes visions étranglaient ta parole
et l'Infini terrible effara ton oeil bleu!
(Arthur Rimbaud)
una visione dedicata a Lady Dk
Visi-bilio.

"Ma, diradato il bosco, a me la verde
fiamma dell'erba illuminata un balzo
dava dai prati in pieno sole, un lampo
di fluente smeraldo. E dalla riva
scura dell'ombra mi credei mirare
masse di luce l'una in altra sciolte
come marosi e gurgiti di suono
che agli umani è silenzio.
Una beata
estasi allora m'invadea le membra
e l'irraggiante giubilo dell'erba
mi diventava in cuor lagrime e canto.
Oggi farò quel che vorrà la luce".
(Giorgio Vigolo)

Frammenti di una notte d’estate
Stanotte ti ho vista
Addormentarti
Vicina a me
E il Sonno posarsi morbido sui tuoi
Occhi
E cullarti nei sogni
Di una vita appena sbocciata.
Stanotte ho sognato
Di occupare
Quello spazio tra le parole e il silenzio,
quando le nostre anime si guardano negli
occhi
e si librano alte a cercare una
stella
nel cielo!
Stanotte ti ho sentita
Respirare piano,
ho guardato i tuoi
occhi
dolcemente chiudersi
mentre il Sonno,
placido conquistatore,
si impossessava del tuo corpo,
con notturna tenerezza.
Stanotte tra i tuoi capelli
Spettinati dal vento
Ho visto volare un pensiero
Che ha preso la via del cielo
Per perdersi poi chissà dove…
Era la felicità.
Che accarezza
con prepotente dolcezza
Le anime belle.
Per poi fuggirne via.