giovedì, 24 luglio 2008

Le cicale.

Giorni fa, uscendo da lavoro, ho ascoltato il canto delle cicale. No, non lavoro in un campo. Non ancora, almeno! Ho sempre associato le cicale alla campagna in estate, al meriggio. Il loro alter ego notturno sono i grilli. Non entro nell'annosa diatriba cicala/formica, perché ho simpatia per entrambi questi simpatici insettini. Più per le cicale, però. Ecco, non so in altri campi (aridaje! Me sa che ci finisco davvero...), ma in quello delle relazioni umane mi potrei definire una “formicàla”. Nel senso che mi getto in esse -non nelle cicale- con l'entusiasmo incosciente della scanzonata canterina; ma cerco di preservarle perché durino e non sfioriscano con il passare delle stagioni della vita (che metafore in 'sto blog, eh IK!?).

Il canto delle cicale mi ricorda, ad esempio, le scorribande tra boschi e campi (ah, ma allora è una fissazione) con uno dei miei fratelli, in Toscana, una delle mie terre adottive. I piccoli esploratori. Lui poi è diventato un naturalista sul serio...io neanche naturista. Le cicale segnano il passo del giorno che si avvia alla sera, e quando (ci)calano le tenebre subentrano i grilli. La colonna sonora delle magiche notti. L'arcano, ma anche l'argatto, che domina l'oscurità. Ma che porta in sé tanta, ma tanta luce. Che bella, la notte! Ma non divaghiamo: si parlava degli assolati pomeriggi d'estate e delle signorine cicale. E perché poi dovrebbero essere signorine, signor Albatros? Suppongo perché se ne infischiano di metter su famiglia: vivono del momento. Chiamale sceme. E adesso, una domanda ve la faccio io: perché la famiglia si “mette sempre su” e mai giù, o magari sdraiata? Vivono del momento, e che momento! Quello in cui bolle l'energia, quello che trascina, quello che ubriaca, quello che stordisce. Quando il cuore accelera i battiti. Ai granai ci pensino gli imprenditori, noi pensiamo a campare, nel senso di stare per campi! Mi ero ripromesso di non entrare nella polemica con le formiche, 'nnaggia!

E adesso, miei cari ventiquattro lettori, vi schiaffo qua una canzone di Battisti che dedico alle amiche cicale. E tu, fanciulla, vieni con me. Nel campo, ovvio!

L'universo che respira
e sospinge la tua sfera
e la luce che ti sfiora
cosa vuoi?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.

Oltre il monte
c'è un gran ponte.
Una terra senza serra,
dove i frutti son di tutti.
Non lo sai?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
E' una vela la mia mente
prua verso l'altra gente
vento, magica corrente
quanto amore!
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te. Mio per sempre!
Voglio te... te... te.
Ma tu non cambi mai.
Un braccio, che altro vuoi?
Un'ora me la dài.
L'amore è qualcosa di più
del vino, del sesso che tu
prendi e dai.
Ah sarei una cosa tua?
Amore, gelosia
amor di borghesia.
Da femmina latina a donna americana
non cambia molto... sai?
Voglio te, voglio te, voglio te, voglio te...
Ahhhh è una vela la mia mente
prua verso l'altra gente.
Vento, magica corrente...


albatros900
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temi : natura, musica, vita

mercoledì, 18 luglio 2007

Uomini senza ali.
Stamattina presto, mentre ero alla scrivania e la biblioteca sonnecchiava ancora, sulla vetrata di fronte a me si schianta a velocità supersonica un uccellino, che piomba a terra “come corpo morto cade” nel giardinetto interno della sala. subito mi precipito a vedere la situazione, e lo trovo riverso sull’erba che muoveva appena le zampette. Essendo presto, c’erano ancora pochi colleghi in giro, così faccio rapida mente locale sul da farsi. Intanto, prima cosa, schivare gli schizzi degli innaffiatoi automatici, disposti a x così da rendere particolarmente avventurosa l’operazione. Mentre tenevo nella mano il passerotto, che nel frattempo andava riprendendosi, e sentivo il suo cuoricino battere sul mio palmo, chiedevo aiuto ai pochi colleghi presenti per cercare il telefono della LIPU o comunque per avvertire eventuali lettori che ero momentaneamente….impegnato in giardino! A parte uno sporadico intervento, la sola risposta era una squallida indifferenza. Neppure quell’esserino indifeso nel palmo di una mano smuoveva la sensibilità di chi era preso solo dagli affari suoi. Uno diceva “Tanto, qualche ora e poi muore”, un’altra “Stai tranquillo, tanto che gli puoi fare?”, un altro ancora “Prova a metterlo sul prato, poi si vedrà”. Tranquillo? Io sono tranquillissimo, merda! È che c’è un essere vivente nella mia mano che sta cercando di vivere. Ma ve ne siete accorti? Bisogna fare qualcosa! A farla breve, dopo un’oretta di cure, telefonate e tentativi, il volatile ha ripreso la sua via del cielo…ed io l’ho seguito, per staccarmi un attimo da quel mondo meschino e cinico che mi circondava. Buena suerte, amigo.
albatros900
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temi : natura, vita

giovedì, 28 giugno 2007

Amici felini.

Per molti anni ho convissuto con i gatti; poi per vari motivi ho dovuto fare a meno della loro domestica compagnia. Ma non ho mai smesso di amarli follemente!

(Per chi dovesse chiedersi come può un albatro amare un felino, seguirà post esplicativo in cui verrà narrata anche questa storia!)

“Il mondo degli animali è fatto di silenzi e balzi. Mi piace vederli distesi a riposare, nel momento in cui riprendono contatto con la Natura, ricevendo in cambio del loro abbandono una linfa che li nutre. Il loro riposo è accurato come il nostro lavoro. Il loro sonno è fiducioso come il nostro primo amore. Sono loro a rinnovare con la massima serietà l’alleanza di Anteo con la Terra. […] Prendendo parte alla battaglia che il mondo dà eternamente a se stesso, il gatto Mouloud non scopre l’illusione che lo fa agire. Gioca e non pensa a guardarsi giocare. Sono io che lo guardo. […] Il loro occhio segue nelle sue proporzioni l’altezza del sole sopra l’orizzonte, sono sulla terra l’immagine vivente del sole. Le loro pupille si dilatano al far della luna piena e si restringono al suo declino. […] Quando nell’infanzia s’è vissuto con animali, è un gran piacere godere di nuovo della loro compagnia”.

Jean Grenier, 2003

chat noir

albatros900
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temi : natura, ricordi

sabato, 24 giugno 2006

Visi-bilio.

la pace dei campi

"Ma, diradato il bosco, a me la verde

fiamma dell'erba illuminata un balzo

dava dai prati in pieno sole, un lampo

di fluente smeraldo. E dalla riva

scura dell'ombra mi credei mirare

masse di luce l'una in altra sciolte

come marosi e gurgiti di suono

che agli umani è silenzio.

Una beata

estasi allora m'invadea le membra

e l'irraggiante giubilo dell'erba

mi diventava in cuor lagrime e canto.

Oggi farò quel che vorrà la luce".

(Giorgio Vigolo)

albatros900
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temi : natura, arte, emozioni, colori

martedì, 20 giugno 2006

Spiffero millenario.

un pezzo del mio cuore

Dall'alto della rocca

lo sguardo volgendo

tutto m'infiammo.

Hans

(La rocca di Radicofani, nella Val d'Orcia. Uno dei miei luoghi del cuore. 20 giugno 1992)

albatros900
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temi : natura, medioevo