mercoledì, 03 dicembre 2008

Tu sei il volto che ho sognato,

Tu sei le mani che ho stretto tra le mie,

Tu sei le lacrime che ho pianto,

Tu sei le lacrime che hai fermato,

Tu sei le parole che non ho detto,

Tu sei il silenzio che mi atterrì,

Tu sei il buio in cui sognai,

Tu sei l'acqua che non mi bagnò,

Tu sei il cibo che mi saziò.

Ma ora sei qui, respiro vivente

trama intessuta dei giorni.

Non ombra o fantasma,

Ma sangue, e vene, e nervi, e pulsazioni

albatros900
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temi : poesia

mercoledì, 02 luglio 2008

"La belle dame sans merci"
Certo i gabbiani cantonali hanno atteso invano
le briciole di pane che io gettavo
sul tuo balcone perché tu sentissi
anche chiusa nel sonno le loro strida.
Oggi manchiamo all'appuntamento tutti e due
e il nostro breakfast gela tra cataste
per me di libri inutili e per te di reliquie
che non so: calendari, astucci, fiale e creme.
Stupefacente il tuo volto s'ostina ancora, stagliato
sui fondali di calce del mattino;
ma una vita senz'ali non lo raggiunge e il suo fuoco
soffocato è il bagliore dell'accendìno.
Eugenio Montale
...aspettando la seconda parte dell'Incontro...
albatros900
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temi : poesia

venerdì, 02 maggio 2008

Maggio.

maggio

Di maggio sì vi do molti cavagli
e tutti quanti siano affrenatori,
portanti tutti, dritti corritori;
pettorali, testere de sonagli,
bandère con coverte a molti 'ntagli
di zendadi e di tutti li colori;
le targhe a modo degli armeggiatori;
viuole, rose, fior, ch'ogn'om abbagli;
e rompere e fiaccar bigordi e lance,
e piover da finestre e da balconi
en giù ghirlande, e 'n su melerance;
e pulzellette gioveni e garzoni
baciarsi ne la bocca e ne le guance:
d'amor e di goder vi si ragioni.
Folgore da San Gimignano
albatros900
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martedì, 29 aprile 2008

Istantanea.

Seppi dei colori della vita

per avermene mostrato

tu

l'arcobaleno...

albatros900
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lunedì, 17 dicembre 2007

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro
che vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani lì dentro, non voglio
che nessuno
ti veda.
Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c'è lui.
 
Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all'aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: io lo so che ci sei,
non essere
triste.
poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l'ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così
col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?
Charles Bukowski
albatros900
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temi : poesia

lunedì, 05 novembre 2007

Istanti.

istanti sul mare della vita

Attimi di confusione, di sogno diffuso che s’allungano sugli anni e, nella loro folgorante brevità, possono attraversare per intero una vita. Istanti lunghi, che dissolvono il tempo e lo spazio rendendone acuminata la percezione. Istanti di coscienza irreversibile in cui si danno contemporaneamente la pienezza e la vacuità, la febbre dell’inizio e il brivido della fine, l’assoluto della felicità e la consapevolezza della precarietà.
(Jean Grenier)
albatros900
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temi : poesia

venerdì, 14 settembre 2007

Quattordici Settembre.
Onore al Sommo Poeta
albatros900
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martedì, 12 giugno 2007

Legàmi.

Se volessi dipanare

quest'astrusa matassa

dovrei incrociare il tuo sguardo

sconosciuto ancora

o che tale resterà sempre.

albatros900
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temi : poesia

venerdì, 01 giugno 2007

Giugno.
Di giugno dovvi una montagnetta
coverta di bellissimi arboscelli,
con trenta ville e dodici castelli,
che sian entorno ad una cittadetta,
ch'abbia nel mezzo una soa fontanetta
e faccia mille rami e fiumicelli,
ferendo per giardin e praticelli
e rinfrescando la menuta erbetta.
Aranci e cedri, dàttili e lumie
e tutte l'altre frutte savorose
empergolate siano per le vie;
e le gente vi sian tutte amorose
e faccianvisi tante cortesie,

ch'a tutto 'l mondo siano graziose.

(Folgore da San Gimignano)

*In attesa di postare la spiegazione della nuova veste di Albatros900, in procinto di partire, vi lascio questi versi a mo' di omaggio e compagnia.

albatros900
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giovedì, 12 aprile 2007

Entreacto.

Siento

que arde en mis venas

sangre,

llama roja que va cociendo

mis pasiones en mi corazòn.

Mujeres, derramad agua,

por favor;

cuando todo se quema,

solo las pavesas vuelan

al viento.

Federico Garcia Lorca, 1921.

albatros900
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lunedì, 05 marzo 2007

"La regola che gli uomini governa".
Come promesso, qualche stralcio di poesia contemporanea!
θυμέ, θύμ᾽ ἀμηχάνοισι κήδεσιν κυκώμενε,
ἄνα δέ, δυσμενέων δ᾽ ἀλέξευ προσβαλὼν ἐναντίον
στέρνον, ἐν δοκοῖσιν ἐχθρῶν πλησίον κατασταθείς
ἀσφαλέως· καὶ μήτε νικῶν ἀμφαδὴν ἀγάλλεο

μηδὲ νικηθεὶς ἐν οἴκωι καταπεσὼν ὀδύρεο.
ἀλλὰ χαρτοῖσίν τε χαῖρε καὶ κακοῖσιν ἀσχάλα
μὴ λίην· γίνωσκε δ᾽ οἷος ῥυσμὸς ἀνθρώπους ἔχει.

(Archilochos, fr. 128 West)

albatros900
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giovedì, 01 marzo 2007

Marzo.

Di marzo sì vi do una pischiera
d'anguille, trote, lamprede e salmoni,
di dèntici, dalfini e storioni,
d'ogn'altro pesce in tutta la rivera;
con pescatori e navicelle a schiera
e barche, saettìe e galeoni,
le qual ve portino a tutte stagioni
a qual porto vi piace la primera:
che sia fornito de molti palazzi,
d'ogn'altra cosa che ve sie mestero,
e gente v'abbia de tutti sollazzi.
Chiesa non v'abbia mai né monastero;
lassate predicar i preti pazzi,
ch'hanno troppe bugie e poco vero.

(Folgore da San Gimignano)

albatros900
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lunedì, 05 febbraio 2007

She, rainbow eyes.
Lei, di arcobaleno i suoi occhi
Il suo incedere calmo, senza strappi
La pelle del suo viso distesa,
appena increspata da un lieve pensiero.
Che riesce, però, a dominare
rendendolo quieto.
Come questo momento,
al pari di molti,
fugace.
albatros900
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giovedì, 01 febbraio 2007

Febbraio.
E di febbrai' vi dono bella caccia
di cervi, cavrioli e di cinghiari,
corte gonnelle con grossi calzari,
e compagnia che vi diletti e piaccia;

can da guinzagli e segugi da traccia,
e le borse fornite di danari,
ad onta degli scarsi e degli avari,
che di questo vi dán briga ed impaccia;

e la sera tornar co' vostri fanti
carcati de la molta salvaggina,
avendo gioia ed allegrezza e canti;

far trar del vino e fumar la cucina,
e fin al primo sonno star razzanti:
e po' posare 'nfin a la mattina.
(Folgóre da San Gimignano,
inizio XIV secolo)
febbraio
albatros900
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sabato, 07 ottobre 2006

Un'illogica allegria (anche per me).

Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.
A volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino.
Lo so
del mondo e anche del resto
lo so
che tutto va in rovina
ma di mattina
quando la gente dorme
col suo normale malumore
mi può bastare un niente
forse un piccolo bagliore
un'aria già vissuta
un paesaggio o che ne so.
E sto bene
Io sto bene come uno quando sogna
non lo so se mi conviene
ma sto bene, che vergogna.
Io sto bene
proprio ora, proprio qui
non è mica colpa mia
se mi capita così.

È come un'illogica allegria
di cui non so il motivo
non so che cosa sia.
È come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente
Io sto bene...
Questa illogica allegria
proprio ora, proprio qui.
Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.

(parole e musica del grandissimo Giorgio Gaber)

albatros900
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giovedì, 21 settembre 2006

A se stesso.

adrenalina

Ta voix, étrange

Vision qui dérange

et trouble l'horizon

de ma raison.

(Paul Verlaine)

Tes grandes visions étranglaient ta parole

et l'Infini terrible effara ton oeil bleu!

(Arthur Rimbaud)

una visione dedicata a Lady Dk

albatros900
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giovedì, 14 settembre 2006

L'Amor che move 'l sole e l'altre stelle.

il Sommo Poeta

"O montanina mia canzon, tu vai:

forse vedrai Fiorenza, la mia terra,

che fuor di sé mi serra,

vota d'amor e nuda di pietate;

se dentro v'entri, va dicendo: Omai

non vi può far lo mio fattore più guerra:

là ond'io vegno una catena il serra

tal, che se piega vostra crudeltate,

non ha di ritornar qui libertate"

(Dante Alighieri,dal Casentino, dopo il 1306.

Rime sparse LIII, 76-84)

Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, stroncato da febbri malariche, moriva il più grande poeta di tutti i tempi. Esiliato dalla sua città, non poté più farvi ritorno. In tante pagine ha cantato il dolore di quel distacco, e la lucida consapevolezza che non avrebbe più rivisto la sua terra natìa.

La sua anima vaga, immortale, attraverso i secoli.

albatros900
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giovedì, 13 luglio 2006

Maree.

"E tutte le odiose virtù

mi affliggono a morte"

"E il tempo sospinse alla deriva

o in fondo ai mari la mia creatura mortale

avvisata della salata avventura

di maree che mai toccano le rive.

Io che ero ricco fui reso più ricco

sorseggiando alla vite dei giorni.

Nato di carne e spirito, non ero

né spirito né uomo, ma un fantasma mortale.

E fui abbattuto dalla piuma della morte.

Io fui un mortale fino all'ultimo

lungo un sospiro che recò a mio padre

il messaggio del suo morente cristo.

O voi che v'inchinate alla croce e all'altare,

abbiate memoria di me e pietà di Colui

che usò per armatura la mia carne e le mie ossa

e usò doppiezza al grembo di mia madre".

*****************************************

A chi resta fedele

"Sono venuto a spennarti,

a strapparti l'esotico piumaggio,

anche se è forte la tua collera:

a portarti da me,

dove la brina non potrà mai scendere

né i petali di alcun fiore cadere".

*****************************************

Nella luce dell'andare.

"Tu hai peccato, cuore periodico;

ti affogherò irragionevolmente,

ti lascerò in me perché ti trovino

più cupo che mai,

troppo colmo di sangue perché vi scorra il mio amore.

Fermarsi è illusorio

e io voglio la realtà sul palmo della mano,

non come simbolo, pietra parlante o no.

Andarmene è il mio desiderio;

e dunque andrò,

ma nella luce dell'andare

gli attimi sono miei.

Ad altro potrei dedicarli.

La sosta non ha attimi,

ma o io vado o muoio"

Il poeta gallese Dylan Thomas, nato nel 1914, muore per le conseguenze dell'alcolismo all'età di 39 anni. Il suo destino lo accomuna a tanti suoi "colleghi" sparsi nei secoli addietro. E a tanti che sono sotto i nostri occhi nelle strade delle città, negli atri delle stazioni, nei luoghi del nostro "sguardo schifato rivolto altrove". Questo è un omaggio a tutti corpi dimenticati, destinati a divenire anime dimenticate.

Hans

albatros900
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