martedì, 24 novembre 2009

Ogni canzone di libertà viene da una prigione
M. De Andrade

Prossimi voli di Albatros
Paris
Berlin
London

albatros900
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temi : vita

giovedì, 07 maggio 2009

Buona biglia!
Puoi giocare bene o male, essere il campione del bar o il bambino con un solo gettone, ma prima o poi la tua biglia finisce in buca. Perciò mi piacerebbe darti il benvenuto in questo strano mondo con l'augurio che noi ci scambiavamo da giovani: buona biglia. Ci ho messo un po' a capire che cosa vuol dire. Perché una volta per me significava: che la tua biglia rimbalzi per sempre e non finisca mai in buca, ma adesso so che questa non è una benedizione. Adesso preferisco augurarti che, lunga o corta, la tua sia una bella partita.
(P. Cognetti)
Ho perso molte partite. In un provvisorio bilancio con me stesso, probabilmente sarei in rosso. Avrei potuto seminare di più, e meglio. Eppure, ogni volta che la biglia stava finendo in buca, tra le fantasmagoriche lucine del flipper, fino ad un attimo prima che finisse in buca, la mia vita è stata piena, entusiasmante, inebriante. La partita è stata viva. Ed io con lei. Oggi ho parlato con Patsy Kensit. E domani è l’otto maggio.

albatros900
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temi : vita

lunedì, 06 aprile 2009

Esistono per ogni uomo luoghi predestinati alla felicità, paesaggi in cui egli può aprirsi e conoscere, aldilà del semplice piacere di vivere, una gioia simile a un rapimento, una di quelle gioie di cui parla Flaubert: "Ho avvertito talvolta uno stato d'animo che trascende la vita, per cui la gloria sarebbe nulla, e la felicità stessa inutile"

(Jean Grenier, 1939)

Paris b/nTale è, per me, Parigi.

albatros900
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temi : ricordi, vita, emozioni

mercoledì, 25 marzo 2009

Pensiero semplice.

Quant'è bello quando la distanza geografica è il minore degli ostacoli...

pas loin...

Agli amici veri che sono lontani da Roma

albatros900
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temi : vita, amicizia

lunedì, 23 febbraio 2009

Di questo gioisce il mio cuore, 
     esulta la mia anima;
        anche il mio corpo riposa al sicuro, 
     perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
        né lascerai che il tuo santo veda la corruzione. 
  Mi indicherai il sentiero della vita,
        gioia piena nella tua presenza,
        dolcezza senza fine alla tua destra.
(salmo 15)
Buon viaggio, Giuseppe. E' stata una gioia averti conosciuto, esser stato seduto alla tua mensa semplice, aver condiviso con te un pollo e due chiacchiere affabili. E la tua ospitalità. Autentica, come la tua famiglia. E grazie, per quell'amico prezioso e insostituibile che mi hai regalato.
A te, Mario. E al tuo babbo.
albatros900
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temi : vita, amicizia, emozioni

mercoledì, 17 dicembre 2008

I like...

Le parigine (sia le abitanti che le calze)

Viva la vida dei Coldplay

I Pink Floyd

Il Baileys, senza ghiaccio

Gli occhi azzurri

Guardare il mare

Il piccolo principe

Quelli che non mi chiedono "Sei su Facebook?"

Quelli che mi chiedono "Ci prendiamo un caffè?"

Gli sguardi sull'autobus

Tornare a dormire dopo colazione, la domenica

Le canzoni di De André

La Défense

Charles Dickens

Il caminetto acceso

Ballare il reggae

Sciare

Il postino suona sempre due volte di Cain

Viaggiare, viaggiare, viaggiare

Pianeta azzurro di Piavoli

La Romea al tramonto nei pressi di Venezia

Dante

Gli ossimori

I giochi di parole

I piedi in un ruscello, in estate

Le tardotrentenni

Sentir parlare francese

L'uomo che amava le donne di Truffaut

I soppalchi

Lo sguardo finale di Charlot in Citylights

Pensare a mia nonna P.

Conte d'été di Rohmer

La tua pelle come un'oasi nel deserto ancora mi cattura

Wil che suona e Martina che canta

(segue)

 
albatros900
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temi : giochi, vita

martedì, 02 dicembre 2008

Io ho quel che ho donato.

(Gabriele D'Annunzio)

albatros900
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temi : vita

domenica, 16 novembre 2008

My heartbeat.

Di' qualcosa che mi faccia emozionare. Lasciati toccare i capelli. Spegni quel pc. Esprimi i tuoi sentimenti in beat, non in bit. Uccidi i pixel, usciamo a respirare il profumo dell'aria. Guardiamo assieme la distesa dei campi. Inseguiamo quel micio che occhieggia nel vicolo. Finiamo questa sigaretta -i vetri sono appannati- e riprendiamo a baciarci. Accosta la macchina: voglio ballare un tango con te sul ciglio della strada. Viaggiamo ancora, ancora una volta. Oggi, e ancora domani. Non serve il navigatore, non voglio vedere panorami su Google. Dammi la tua mano, dammi la tua pelle, dammi il tuo sguardo, dammi la tua attenzione. Andiamo dove non serve la corrente elettrica e un modem per essere vicini. La vita è una distesa che ci aspetta, ho fatto il pieno di benzina. Spegni quel fottuto pc!

vita

albatros900
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temi : vita

mercoledì, 15 ottobre 2008


A una persona che è partita.
A chi è rimasto
.
albatros900
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temi : vita

venerdì, 10 ottobre 2008

O lettore
Albatros ritornerà nell’ora che non sai
La sua forza è il volo obliquo
Radente
Precipitoso
Sbilenco
Entusiasta e struggente
Pas de mots encore, le vol seulement

albatros900
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temi : vita

mercoledì, 10 settembre 2008

Dreaming...



Coelum, non animum, mutant qui trans mare currunt

albatros900
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temi : vita, pink floyd

giovedì, 24 luglio 2008

Le cicale.

Giorni fa, uscendo da lavoro, ho ascoltato il canto delle cicale. No, non lavoro in un campo. Non ancora, almeno! Ho sempre associato le cicale alla campagna in estate, al meriggio. Il loro alter ego notturno sono i grilli. Non entro nell'annosa diatriba cicala/formica, perché ho simpatia per entrambi questi simpatici insettini. Più per le cicale, però. Ecco, non so in altri campi (aridaje! Me sa che ci finisco davvero...), ma in quello delle relazioni umane mi potrei definire una “formicàla”. Nel senso che mi getto in esse -non nelle cicale- con l'entusiasmo incosciente della scanzonata canterina; ma cerco di preservarle perché durino e non sfioriscano con il passare delle stagioni della vita (che metafore in 'sto blog, eh IK!?).

Il canto delle cicale mi ricorda, ad esempio, le scorribande tra boschi e campi (ah, ma allora è una fissazione) con uno dei miei fratelli, in Toscana, una delle mie terre adottive. I piccoli esploratori. Lui poi è diventato un naturalista sul serio...io neanche naturista. Le cicale segnano il passo del giorno che si avvia alla sera, e quando (ci)calano le tenebre subentrano i grilli. La colonna sonora delle magiche notti. L'arcano, ma anche l'argatto, che domina l'oscurità. Ma che porta in sé tanta, ma tanta luce. Che bella, la notte! Ma non divaghiamo: si parlava degli assolati pomeriggi d'estate e delle signorine cicale. E perché poi dovrebbero essere signorine, signor Albatros? Suppongo perché se ne infischiano di metter su famiglia: vivono del momento. Chiamale sceme. E adesso, una domanda ve la faccio io: perché la famiglia si “mette sempre su” e mai giù, o magari sdraiata? Vivono del momento, e che momento! Quello in cui bolle l'energia, quello che trascina, quello che ubriaca, quello che stordisce. Quando il cuore accelera i battiti. Ai granai ci pensino gli imprenditori, noi pensiamo a campare, nel senso di stare per campi! Mi ero ripromesso di non entrare nella polemica con le formiche, 'nnaggia!

E adesso, miei cari ventiquattro lettori, vi schiaffo qua una canzone di Battisti che dedico alle amiche cicale. E tu, fanciulla, vieni con me. Nel campo, ovvio!

L'universo che respira
e sospinge la tua sfera
e la luce che ti sfiora
cosa vuoi?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.

Oltre il monte
c'è un gran ponte.
Una terra senza serra,
dove i frutti son di tutti.
Non lo sai?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
E' una vela la mia mente
prua verso l'altra gente
vento, magica corrente
quanto amore!
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te. Mio per sempre!
Voglio te... te... te.
Ma tu non cambi mai.
Un braccio, che altro vuoi?
Un'ora me la dài.
L'amore è qualcosa di più
del vino, del sesso che tu
prendi e dai.
Ah sarei una cosa tua?
Amore, gelosia
amor di borghesia.
Da femmina latina a donna americana
non cambia molto... sai?
Voglio te, voglio te, voglio te, voglio te...
Ahhhh è una vela la mia mente
prua verso l'altra gente.
Vento, magica corrente...


albatros900
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temi : natura, musica, vita

domenica, 11 maggio 2008

Anni&Inni.

Lo scenario è lo stesso del raduno di fine luglio 2007: il parco delle Cascine, Firenze. Appuntamento al laghetto dei cigni, riconoscibile per essere privo dei suddetti. Ma facciamo un passo indietro, sperando non ci sia un burrone. Proveniendo da parti d'Italia le più varie, i FuoridiTesta arrivano alla spicciolata. Il gruppo più ampio proviene da Nord: si tratta di Arabapernice (auguri!), Marghetti, Angi69, Ioepapperina & Sabina l'amica vicina -scelta appositamente per fare rima!-, Wil e....ehi, un momento! Che ci fa Albion all'appuntamento presso l'area di servizio Cantagallo di Bologna? Che abbia avuto qualche avventura avventurosa?

IK (quello che ha il blog carino) passa la mattinata con Profemate, parlando del + e del -, il che è del tutto normale trattandosi di una profemate. Stupisce, semmai, la scelta di aver limitato gli argomenti alle operazioni più elementari. Ci fosse stato Wil sicuramente avrebbero parlato anche del x e del :

Poi arrivano Vivy, l'organizzatrice fac-totum, Paruccia accompagnata dai suoi riccioli. Viene conquistato uno spazio di prato prima dell'arrivo dei peruviani fiorentini, stesi i teli -c'è chi propone di stendere anche un velo...di pietà, non appena iniziano le prove di canto. Astutamente, per sottrarsi alla prova dell'inno, Okkirossi finge di perdersi a Villa Vogel, salvo ritrovare la retta via proprio in coincidenza con l'inizio del lauto pasto. Anche Giarre si unisce al gruppo. Intanto Sabina fissa gli istanti irripetibili della giornata, producendosi in numerosi scatti fotografici: IK e Alb che discettano di cantanti metal e pollame; Marghetti che dirige il coro; Wil che tenta di seguire con la chitarra le peripezie vocali dei FdT, decidendosi poi per un gesto estremo, stile Joe Strummer dei Clash; Angi che controlla le previsioni meteo sperando in un improvviso rovescio temporalesco che impedisca l'esibizione; Arabapernice che divaga con canzoni della tradizione popolare lombarda, con bellissima voce peraltro. (Al prossimo raduno sarebbe opportuno un duetto Araba-Katana). Finito il pranzo, Albion si ritira in meditazione zen fino a raggiungere uno stato di concentrazione tale da farlo sembrare assopito. Naturalmente si tratta solo di un'impressione. Poco dopo viene svegl...deconcentrato da un'improvvisa animazione: è arrivata la festeggiata! La nostra temutissima Profemate. In splendida forma -i trent'anni, si sa, sono gli anni migliori-, basta non dirglielo. Arriva anche una simpatica blogger metallara, Sketchiolina, che ci ragguaglia sull'essenza degli Emo, sul decalogo del vero metallaro, sulla filosofia dell'altalena (!) e altre amenità. Per il taglio della torta, sopraggiunge un folto gruppo di parenti e amici della profe, appena appena in anticipo rispetto ai programmi, dando così modo alla Viv di benedire il Signore con una toccante litania salmodiante. Si prova anche a stabilire una connessione web con la Grande Assente di questo raduno, Daminadelsole, impegnata con la sua papera appena sbarcata sulla terra. Il collegamento riesce solo, più tardi, via videotelefono. Non è invece assente, almeno non con la sua eSotica voce, Katana. Come sua abitudine, utilizza il cell di Alb per colloquiare con tutti i presenti, tranne il legittimo proprietario, inducendolo a prendere in considerazione l'ipotesi di darglielo in comodato d'uso (il cellulare). Nel corso del pomeriggio, un piccolo gruppetto capitanato da Marghetti si dirige verso le giostre, dove i nostri eroi si producono in mirabolanti imprese, immortalate e you-tubizzate da Giarre! Il raduno volge al termine. Prima dei saluti, Ioepapperina ci regala una copia del suo libro (che ho cominciato a sfogliare ed è di piacevolissima lettura), rifiutandosi solo di autografarlo ai maschi. Le vivaci proteste del pennuto, però, la inducono a più miti consigli: sarà solidarietà di piuma?

I FuoridiTesta rimasti concludono la serata in un ottimo ristorante, prediletto da Para e da Albion; la prima per la cucina, il secondo perchè attirato, per simbiosi ornitologica, dalla location: Piazza della Passera. Ed è a pochi passi dalla Passera che poi trascorrerà la notte, ospite della corallina.

Questo post è dedicato a Profemate. Non solo per i suoi trent'anni, ma perché ci fu un giorno in cui non credeva che potessero nascere amicizie tramite i blog.

albatros900
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temi : vita, amicizia

venerdì, 09 maggio 2008

Pensieri.

...L'ira non dà lira...

Così scrivevo in un quadernino di pensieri delle elementari. Come dire: l'ira non paga. Non ho cambiato ancora idea, da allora.

albatros900
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temi : ricordi, vita

lunedì, 28 aprile 2008

Tanto per...

Possono togliermi i sogni futuri,

ma non quelli già vissuti!

albatros900
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temi : vita

venerdì, 18 aprile 2008

Giorno di luci accecanti.
The more you see the less you know
The less you find out as you go
I knew much more then than I do now
Neon heart dayglo eyes
A city lit by fireflies
They’re advertising in the skies
For people like us
And I miss you when you’re not around
I’m getting ready to leave the ground…
Oh you look so beautiful tonight
In the city of blinding lights
Don’t look before you laugh
Look ugly in a photograph
Flash bulbs purple irises
The camera can’t see
I’ve seen you walk unafraid
I’ve seen you in the clothes you made
Can you see the beauty inside of me?
What happened to the beauty I had inside of me
And I miss you when you’re not around
I’m getting ready to leave the ground
Oh you look so beautiful tonight
In the city of blinding lights
Time… time
Won’t leave me as I am
But time won’t take the boy out of this man
Oh you look so beautiful tonight
Oh you look so beautiful tonight
Oh you look so beautiful tonight
In the city of blinding lights
The more you know the less you feel
Some pray for others steal
Blessings are not just for the ones who kneel… luckily
Dedicato ad Aiace&Crudelia, con tutto l'affetto di cui sono capace. Alla coppia più bella che conosca.
Che la vostra vita possa essere una canzone emozionante...
Vostro, Albion
albatros900
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temi : musica, vita, amicizia

lunedì, 17 marzo 2008

Un giro di chiave.

Domenica. Mattino presto, molto presto. Ho passeggiato chilometri per il Centro. Una visione quasi surreale della città, senza macchine per via della Maratona, che sarebbe partita di lì a poco. Amo la mia città. La amo anche quando è caotica, frenetica (mai troppo, in fondo), confusionaria. Quando sembra toglierti il respiro. Ma la amo lo stesso. Perché è un po’ come la donna amata: la ami solo quando è esattamente come la vorresti tu? O non è forse come la vuoi tu proprio perché la ami? Una passeggiata rigenerante. Nel cuore avevo la vertiginosa sensazione di un carcerato a cui qualcuno avesse dato un giro di chiave alla cella, socchiudendo la porta. La libertà è là fuori: prendila!

Mi tornano in mente i versi della splendida canzone di Gaber:

E’ come un’illogica allegria, di cui non so il motivo

Non so che cosa sia

E’ come se

improvvisamente

mi fossi preso il diritto

Di vivere il presente…

albatros900
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martedì, 26 febbraio 2008

Sulle ali di un leggero pensiero.

vite che si cercanoLift my soul,

don't pull my heart

albatros900
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temi : vita

lunedì, 18 febbraio 2008

Incendio.
non smettere di bruciareLascia accadere ogni cosa: bellezza e terrore.
Andare si deve: nessun affetto è troppo lontano.
Non lasciarti dividere da me.
Vicino è il paese
che chiamano vita.
Dammi un po' di tempo: voglio amare le cose in modo nuovo
e farle degne di te e grandi.
Voglio solo sette giorni, sette
su cui nessuno abbia mai scritto*.
Nah ist das Land,
das sie das Leben nennen
(...das Lieben nennen!)

...A te, fuoco che mi abiti...
albatros900
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temi : vita, emozioni

domenica, 10 febbraio 2008

La foto e lo specchio.

Quando il nostro percorso terreno si chiude, cosa ci resta di ciò che è stato? Quale brandello di carne, quale sguardo, quale respiro di chi ha camminato assieme a noi? In un attimo folgorante, ho scoperto che tu sei ancora qui anche nella tua carnalità, e non solo nel pensiero -come sempre è stato da allora.

I miei occhi sono i tuoi occhi. Ti porto dentro di me, nella parte più preziosa che ho. Nella finestra da cui mi affaccio verso il mondo, dal balcone da cui l'albatro vola incontro alla vita, sei scolpita tu per sempre. In una vecchia foto ho riguardato il tuo volto così bello e...quegli occhi! Ho guardato te e ho guardato me, come in un uno specchio. Li hai lasciati a me, per non perderti mai più. Con i tuoi occhi guardo, con i tuoi occhi mi addormento, con i tuoi occhi desidero, con i tuoi occhi piango, con i tuoi occhi sorrido, con i tuoi occhi abbraccio gli altri. La natura ha attraversato le generazioni e ti ha portato dentro di me!

Quando la vastità del cielo atterrirà l'albatro, dovrò ricordare che ci sei tu a guardare dai miei occhi. E tutto sembrerà più leggero, più chiaro, più limpido...come i tuoi occhi puri, del colore di quel cielo. Là dove tu sei.

occhi10 febbraio 1906. A mia nonna P.

albatros900
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temi : vita, emozioni

mercoledì, 06 febbraio 2008

Terrestrità.

Si sente il bisogno, a volte

in quest'autostrada

poco lineare

che è la vita

di fermarsi

almeno un po'

su una piazzola di sosta

the long run

albatros900
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martedì, 22 gennaio 2008

Intervallo.
Cavaliere Vi sono tante cose che turbano la gente.
Mia E’ sempre meglio quando si è in due. Voi non avete nessuno?
Cavaliere Sì, credo che avessi qualcuno.
Mia E cosa fa, adesso, lei?
Cavaliere Non so.
Mia Avete un’aria così solenne. Era la vostra amata?
Cavaliere Eravamo appena sposati, e giocavamo insieme. Eravamo molto allegri. Io scrivevo canzoni sui suoi occhi, sul suo naso, sulle sue belle, piccole orecchie. Andavamo a caccia insieme, e la sera danzavamo. La casa era piena di vita…
Mia Volete ancora un po’ di fragole?
Cavaliere (scuote la testa) La fede è un tormento, lo sapete? E’ come amare qualcuno che è là, nel buio, e non appare mai, per quanto forte lo si chiami.
Mia Non capisco cosa volete dire.
Prende la ciotola del latte e ne trae lunghe sorsate. Poi torna a posarla attentamente, alza gli occhi e sorride.
Mia Ora non sembrate più così solenne.
Cavaliere Ricorderò questo momento. Il silenzio, il crepuscolo, la scodella di fragole e il latte, le vostre facce nella luce della sera. Cercherò di ricordare ciò di cui abbiamo parlato. Porterò questo ricordo nelle mie mani, con la stessa attenzione che se fosse una scodella colma fino all’orlo di latte fresco. (Distoglie il volto e guarda verso il mare e il cielo d’un grigio incolore). E sarà un segno adeguato – mi sarà sufficiente.
Ingmar Bergman, Det Sjunde inseglet
Con questo brano simbolico vi saluto per un po', amici.
Sempre vostro,
Albion.
albatros900
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temi : vita

domenica, 20 gennaio 2008

Forse troppo.

L'emozione è una boccata d'ossigeno quando non hai più aria.

L'emozione è un navigatore sentimentale nella nebbia.

L'emozione è un temporale che ti sorprende e lasci chiuso l'ombrello.

L'emozione è un macigno sgretolato da uno sguardo.

L'emozione è una mano che ferma le tue lacrime.

L'emozione è un cuore che ti spinge alle lacrime.

L'emozione è una canzone nella notte.

L'emozione è il freddo sulla riva di un fiume.

L'emozione è una mano che ti trattiene.

L'emozione è una catena che non ti trattiene più.

L'emozione è qualcosa che non puoi dire.

L'emozione è qualcosa che forse darà voce, di nuovo, al tuo canto.

albatros900
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venerdì, 21 dicembre 2007

Mai disperare!

Padre nostro, che non sei nei cieli: perché non è lì che ti ho trovato

Sia santificato il tuo nome, ma solo se il prezzo non sono le guerre sante

Non venga il tuo regno: ne abbiamo visti fin troppi su questa terra da quando ci bazzichiamo

Sia fatta la volontà di chi vuole il bene per noi

Come sulla terra mentre vive, così in cielo quando se ne sarà andato

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, ma dacci anche calore e amici perché il pane da solo non nutre abbastanza

Annulla i nostri debiti, ricordandoci sempre che c’è qualcuno a cui possiamo a nostra volta annullarli

Sii con noi nella tentazione, spiegandoci anche cosa essa sia

Liberaci dal cinismo, dal rancore, dalla dis-peranza.

Buon Natale a tutti voi, che siete entrati nel mio cuore, e a tutti voi che passerete di qui.

Buon Natale, qualunque sia il vostro credo.

mai disperare!

albatros900
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mercoledì, 19 dicembre 2007

Del lavoro flessibile. Parte prima.

I precari hanno una salute di ferro. Non si ammalano mai.

I precari hanno uno spirito stakanovista. Lavorano anche 50 ore a settimana.

I precari non devono stressarsi a progettare le ferie. Non ce l’hanno.

I precari non devono fare lunghe file in banca a metà dicembre per la tredicesima. Non ce l’hanno.

I precari hanno acquisito un’incredibile capacità di dominio su di sé, un po’ come i fachiri indiani. Riescono a pranzare in 5 minuti. Nei casi più fortunati possono anche saltare questa fastidiosa incombenza.

I precari hanno amore per la varietà. Per guadagnare un solo stipendio devono fare più lavori.

I precari hanno amore per la vanità. Spesso lavorano anche al posto degli impiegati “fissi”.

I precari hanno un incondizionato amore per la conoscenza. Accumulano tirocini, stages, master, volontariati. Nella migliore delle ipotesi a costo zero (per l’azienda).

I precari –solo i più dotati, però- possiedono talvolta il dono dell’ubiquità. Se richiesti, possono trovarsi contemporaneamente in due luoghi. Sono stati accertati solo un paio di casi in tal senso.

I precari hanno un’incomparabile fortuna. Del loro futuro si occupa Lamberto Dini, un giovane rampollo del parlamento.

I precari possono ottenere prestiti o mutui. Purché dimostrino di non averne bisogno.

I precari pagano in anticipo le tasse su soldi che forse non guadagneranno.

I precari hanno un alto senso dello Stato. Non scioperano.

I precari hanno la grazia di vivere quel senso di precarietà sul quale si fonda ogni felicità terrena.

I precari, però, a volte sono felici….quando, al termine di una giornata, si appallottolano sotto il piumino e tutto il mondo resta chiuso là fuori…

albatros900
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lunedì, 03 dicembre 2007

Waiting for...

In attesa di riuscire a scrivere il post "radunesco", un omaggio a una città che per tanti motivi mi è entrata nel cuore.

ponte vecchio - firenze

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venerdì, 30 novembre 2007

Dell'intenso scrutare.

conversione di Matteo (Caravaggio)

La luce sarà sempre più intensa per chi proviene dal buio.

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mercoledì, 07 novembre 2007

Alle tre. Lungo la notte.
Anche nelle squallide notti
è possibile far brillare la luce d'un sogno
************************************
Il treno Euronight delle ore ventitrè e zero sette per Bologna Centrale partirà dal binario UNO anziché DODICI.
SMS: “Senti qua: Alb e Ale a Bologna Station. Ale fugge, i due si uniscono; alle prime luci dell’alba si dileguano”.
“Alle 3 stanotte sarò a Bologna Station”
“Dici davvero?”. Lei pensava spesso che lui fosse un burlone che inventava viaggi solo nella sua mente.
“Ma certo! Sto partendo ora…”
“Sto ad una festa di Halloween coi bimbi; quando rincaso vedo se riesco a organizzarmi”
Intanto il tempo e la notte inghiottono chilometri e distese urbane a contrasto con la campagna…
La luce del display illumina di tanto in tanto il buio dello scompartimento. Quel piccolo aggeggio elettronico non è l’unica cosa a vibrare in quella notte.
“Lale paladina. La stazione a quell’ora è un postaccio. Se trovo una copertura , ti vengo a recuperare e ci mangiamo qualcosa assieme, ok?”
“Aspetto notizie!”
Ora un gruppo di turchi ha invaso scompartimento e corridoio…si agitano e scherzano con un fare aggressivo ai nostri occhi; ma un pensiero e una proiezione al futuro rendono tutto lontano, e i frastuoni innocui. Un cuore emozionato non conosce fastidio.
CHIUSI…FIRENZE CAMPO MARTE…PRATO…Bologna Centrale…mancano cinque minuti alle tre.
L’aria della città è rigida, un brivido percorre tutto il corpo appena sceso dal treno; ma quello del freddo non è l’unico brivido a traversare Albert.
La vide sul piazzale, appoggiata alla macchina: il suo sorriso fu il primo ad andargli incontro, prima ancora che con il suo corpo si slanciasse in una corsa che sembrava aver atteso da tanto, chissà quanto, tempo. Erano in quella corsa tutti i chilometri che li avevano sempre separati dalla felicità? Chissà! Ma nel dubbio, meglio affrettarsi…
Si abbracciarono forte, quasi a togliersi il fiato, e il fiato si tolsero forse per un po’ nel bacio che si scambiarono, ardenti l’uno dell’altra. Le mani stringevano quasi a voler trattenere il tempo su quelle fragili vite. Volevano forse ingannare questa traditrice d’una vita…
Si guardarono negli occhi –era notte, lei non poteva indossare gli immancabili occhiali da sole.
Qualche macchina sfrecciava ancora per viale Marconi…
Cercarono un pubbetto dove bere una birra. Data l’ora, quel che era rimasto aperto non erano certo ritrovi per educande!
Uno squallido pub malandato: perfetto, pensò Lale.
Tra gli avanzi della notte e le sue creature equivoche e poco raccomandabili, una birra al tavolino era dolce, molto dolce.
Gli schiamazzi e l’allegria dubbia dell’ebbrezza sembravano anch’essi lontani come tutto il resto. Si tenevano la mano tra un boccale e l’altro, giocando a bagnarle con le gocce lasciate dalla condensa.
Albert chinò il viso sulla mano di lei sfiorandola…
“Ma insomma! Stia un po’ attento…non vede che mi sta precipitando addosso!?”
A questo rimprovero risentito, Albert si destò improvvisamente.
Si guardò attorno: era la sala d’attesa in cui si era rifugiato in cerca di riparo dal freddo pungente della notte. I più strambi personaggi la riempivano. Si accorse di essersi quasi accasciato su una arcigna signora del sedile accanto.
“Mamma –fece la bambina seduta accanto alla signora- perché hai svegliato quel signore?”
“Quel cafone mi stava dormendo sopra, vacca d’una boia”
“Ma mamma! Aveva un’aria così felice…Chissà cosa stava sognando…”
albatros900
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temi : vita, emozioni

mercoledì, 17 ottobre 2007

Solo un'immagine.

Un raggio improvviso di luce squarciò le tenebre di quell’angusto luogo, non appena la porta fu aperta. L’aria stantia sembrò prendere precipitosamente la via della libertà, involandosi all’esterno. I milioni di pulviscoli nuotando disordinatamente (o era un ordine incomprensibile per noi), si sparsero per ogni dove. Chi aveva abitato quella stanza? Ammesso che qualcuno ci fosse mai stato, là dentro…

Frederyck tirò un sospiro di sollievo e richiuse quella porta, cigolante. Mentre si avviava nuovamente verso casa, gli tornò alla mente il volto del suo amico. Lontano, adesso. Ma era anche lui lontano, da tutti i frastuoni circostanti, dalla frenesia che non nasconde vita. Eppure, non era solo -a differenza del suo amico.

Albert continuava a morire silenziosamente, mentre il mondo gli viveva attorno.

socchiuso

albatros900
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temi : vita, emozioni

giovedì, 04 ottobre 2007

paradossi

Ci siamo imbattuti in un paradosso?

Benissimo! Adesso abbiamo speranza di qualche progresso.

Niels Bohr

albatros900
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temi : vita